Da Lenin a Stalin: riassunto

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Lenin e Stalin a confronto: riassunto dalla morte di Lenin all'instaurazione del regime totalitario di Stalin fino alle Grandi Purghe (2 pagine formato doc)

DA LENIN A STALIN: RIASSUNTO

URSS - Da Lenin a Stalin.

Lenin già gravemente malato non aveva visto di buon occhio negli ultimi tempi il fatto che Stalin nominato nel '22 segretario del PCUS (partito comunista dell unione sovietica) fosse giunto a controllare il partito e l'attività del governo. Giunse poco prima di morire nel gennaio del '24 a suggerire nel suo testamento politico di rimuovere Stalin dalla carica che ricopriva.
Questa indicazione però venne manipolata da Stalin, ed egli rimase inamovibile. Nel '24 Stalin sovrintese al varo della costituzione sovietica che sancì la struttura federale dell'URSS limitando i margini di autonomia delle repubbliche della nuova federazione: il potere rimaneva a Mosca.

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LENIN E STALIN A CONFRONTO

In seguito alla morte di Lenin il partito si divise in due correnti di pensiero che si contrapponevano: Stalin che propugnava il socialismo in un solo paese e dunque rafforzamento interno dell'URSS attraverso un programma di industralizzazione accelerata e di collettivizazione delle terre. L'altra prospettiva era sostenuta da Trockij  (capo leggendario dell'armata rossa), cioè rivoluzione permanente. Egli preoccupato della fragilità delle strutture produttive e dall'esiguità della classe operaia, riteneva che si dovesse promuovere un processo rivoluzionario in tutti i paesi europei più avanzati. In tal modo essi avrebbero potuto sostenere l'unione sovietica, altrimenti isolata e a rischio della compromissione della rivoluzione. Lo scontro si risolse nel '27 a favore di Stalin, e Trockij fu estromesso da tutte le cariche e espulso dall'URSS.

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STALIN: RIASSUNTO

Stalin voleva attuare un programma di autosufficenza dell unione sovietica. Nel 29 eliminò la NEP e procedette con la collettivizzazione forzata delle campagne. Lo scopo era acquisire eccedenze di prodotti per approviggionare le città e accrescere le esportazioni.
Il principale ostacolo di questo progetto consisteva nei kulaki (contadini possidenti) essi vennero perciò accusati di essere una classe parassitaria di cui sbarazzarsi. A difesa dei kulaki si espose Bucharin le cui istanze furono respinte dal partito e condannate come deviazionismo di destra. In tal modo Stalin precedette senza ostacoli ad eliminare quanti, nelle campagne, rifiutavano l'obbligo collettivista di cedere i raccolti. Le vittime di queste carestie ammontarono a 5 milioni di persone, esse vennero imposte mediante requisizione delle terre, turni massacranti di lavoro, meccanizzazione dell'agricoltura e redistribuzione coatta della popolazione. Solo dopo il '35 la quasi totalità del contadini superstiti era stata inserita nei kolchoz (fattorie collettive) dove i contadini lavoravano terre dello stato con macchinari condivisi.

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CHI ERA LENIN E COSA FECE

L'indutralizzazione accellerata risultò in linea con i piani quinquennali. In pochi anni il numero degli addetti all industra raddoppiò, notevole fu l'espanzione dell industra pesante e degli armamenti .
 Nel frattempo le condizioni di lavoro nelle fabbriche erano peggiorate, nessuna forma di autonomia veniva riconosciuta e i sindacati erano totalmente asserviti al partito e al governo. L'ideale equalitario dell'essenza del comunismo si sostitui nella pratica di un sistema basato sull impegno individuale che comportava serrate competizioni tra lavoratori(chi più produceva era un modello chiamato eroe del lavoro) . In questo contesto emerse la figura di Stachanov, un minatore noto per aver ideato ed impiegato un sistema di estrazione dei minerali che moltiplicava di 14 volte la produttività del lavoro(da qui il temine stacanovismo). Scopri di più sulla rivoluzione russa.