Il Rinascimento, storia: riassunto breve

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Il Rinascimento italiano: riassunto breve di storia sul periodo artistico e culturale iniziato a Firenze tra la fine del Medioevo e l'inizio dell'età moderna (1 pagine formato doc)

IL RINASCIMENTO STORIA: RIASSUNTO BREVE

Il Rinascimento. Nei secoli medievali la cultura europea si era basata sulla Bibbia.
Nei libri delle Sacre Scritture, scienza, teoria politica, antichità classica erano i principali argomenti.
Molti testi latini furono ricopiati e conservati nei monasteri benedettini. Quasi nessuno invece era in gradi di leggere il greco; i testi greci erano stati tradotti in arabo e da qui poi in latino.
Fra il XIV e il XV secolo, in tutta Europa, si sviluppò un movimento intellettuale che manifestava un atteggiamento nuovo nei confronti della cultura classica. (esponenti = umanisti).(Firenze).

Rinascimento italiano: riassunto

RINASCIMENTO RIASSUNTO STORIA

Gli umanisti non vedevano alcuna continuità fra la loro passione per gli antichi e il modo con cui sino ad allora si era fatto uso delle loro opere. La loro comprensione richiedeva una conoscenza molto più accurata della lingua latina, e anche di quella greca, per superare l’abisso che esisteva fra le traduzioni allora disponibili e gli originali.
Rinascimento significava risveglio dopo una lunga età oscura che aveva “imbarbarito” le lettere e le arti; desiderio di affermare i valori positivi della vita contro la cultura precedente. Il mondo romano e quello greco, riscoperti e valorizzati, potevano apparire come un modello capace di far prevenire un messaggio di esaltazione dell’uomo.

Umanesimo e Rinascimento: riassunto

RIASSUNTO DI STORIA IL RINASCIMENTO

Lo spirito della rinascita proponeva quindi la ricerca della gloria terrena; ammetteva nella politica il perseguimento della potenza e nell’economia quello della ricchezza, rendendo l’una e l’altra indipendenti dalla religione e perfino dalla morale comune dello stato moderno e del capitalismo; conduceva a valorizzare la natura e quindi il sapere scientifico. La vocazione dell’uomo era il genio universale, abitualmente rappresentato da Leonardo da Vinci.
A differenza degli intellettuali del Medioevo, gli scrittori e artisti del Quattrocento intendevano far “rinascere” l’antichità attenendosi all’imitazione degli antichi.
Gli scrittori del Medioevo erano privi del senso dell’anacronismo, vedevano da per tutto feudi, conti e baroni non riuscendo a distinguere Carlo Magno da un Imperatore romano. Lo schema storico tripartito si affermò definitivamente solo nel XVII secolo, possiamo trovare chiaramente delineato già nel 400.
Nelle prime generazioni di umanisti la cultura antica fu anche un modo per partecipare alla vita politica del loro tempo. Il movimento dell'Umanesimo a Firenze è una circostanza non casuale che, tre fra i suoi maggiori rappresentanti, siano stati, uno dopo l’altro nel periodo compreso fra il 1375 e il 1458, segretari della repubblica fiorentina. Per questi rappresentanti della borghesia degli affari, il richiamo della cultura classica per rivendicare a Firenze le sue libertà comunali e repubblicane. La cultura borghese aveva come inviato anche l’architetto Filippo Brunelleschi (creatore della cupola del duomo di Firenze).

Umanesimo e Rinascimento: riassunto di storia

RINASCIMENTO E UMANESIMO

Rinascimento = un fatto puramente fiorentino anche se dopo un po’ di tempo raggiunge altre città e comincia a dipendere dalla protezione dei principi. Ugualmente fu negli ambienti delle corti regine che, dalla fine del 400, il Rinascimento comparve anche fuori d’Italia. Il culmine del Rinascimento fu compreso tra il 1480 e il 1520. Sovrani e Papi proteggevano e sovvenzionavano gli umanisti e gli artisti. I contatti furono più intensi e, il Rinascimento, divenne un movimento di portata europea. Il latino umanistico fu la lingua culturale che unì gli esponenti di un movimento che annullava i conflitti politici.
La cultura umanistica andò accentuando le caratteristiche aristocratiche; l’esito della cultura umanistica era, in qualche misura, gia presente nella sua fase “civile”, il cui ambiente fu una città come Firenze, dove il passo dalle libertà repubblicane al potere oligarchico delle grandi famiglie di mercanti si stava facendo sempre più breve. La rivendicazione del valore della vita attiva, così frequente nelle opere degli umanisti, diventa un luogo comune retorico e letterario. I letterari rinascimentali cominciarono a fine secolo a riscoprire i piaceri della vita delle campagne e non ebbero più l’attaccamento alla città e alla politica.
La cultura espressa nella lingua volgare trecentesca appare profondamente legata alla cultura popolare, il Rinascimento ci da invece l’esempio di una progressiva chiusura, che corrisponde alle divisioni di classe di venuta più rigida. Ciò è dovuto in parte alla scelta della lingua latina.