Riassunto dalla Rivoluzione russa allo stalinismo

Appunto inviato da matthewd20
/5

Populisti e i socialisti, Rivoluzione del 1905 e la Prima Guerra Mondiale, Rivoluzione del 1917, ritorno di Lenin e la Rivoluzione d'Ottobre, Assemblea Costituente e la Guerra Civile, nascita dell'URSS, l'URSS di Stalin, Industrializzazione forzata e il Totalitarismo. Riassunto della situazione russa del primo Novecento: dalla Rivoluzione bolscevica allo stalinismo e il culto del capo (8 pagine formato pdf)

RIASSUNTO DALLA RIVOLUZIONE RUSSA ALLO STALINISMO

La Rivoluzione russa.

Per tutto l’Ottocento la Russia fu il simbolo del conservatorismo politico e sociale, emblema di un mondo che non si era ancora adattato agli sconvolgenti cambiamenti a cui erano andate incontro tutte le potenze europee. Gli zar continuavano ad esercitare un potere autocratico,
personale e assoluto, appoggiato dall’aristocrazia, dall’esercito e dalla Chiesa ortodossa, che insieme costituivano il 5% della popolazione. La borghesia mercantile era presente solo a Mosca e nei porti del Baltico, troppo piccola per detenere potere economico e politico.
Il 90% della popolazione era costituita da braccianti e contadini. Questo sistema venne difeso a tutti i costi dagli zar, mentre l’impero si espandeva continuamente. Uno dei problemi più gravi era rappresentato dall’incredibile arretratezza delle sue campagne e le condizioni erano rimaste le stesse da secoli.

Rivoluzione russa e Stalinismo: riassunto


RIASSUNTO RIVOLUZIONE RUSSA E STALINISMO

La maggioranza dei contadini era sottoposta alla servitù della gleba, in quanto chiese, monasteri e grandi famiglie possedevano quasi tutta la terra
coltivabile, ed avevano a stento il necessario per vivere. Il malcontento, ovviamente, era generale, e si manifestava attraverso frequentissime rivolte che regolarmente venivano represse nel sangue. Lo zar Alessandro II tentò di attuare una cauta politica riformistica per superare un sistema agricolo tanto arretrato, e il provvedimento più atteso, quello che sancì l’abolizione della servitù della gleba, arrivò nel 1861. Il contadino liberato riceveva in uso permanente, e non in proprietà, la terra che prima lavorava come servo, pagando un riscatto al proprietario. In realtà la legge peggiorò le condizioni
di vita dei contadini che molto spesso non riuscirono a pagare il riscatto; gli unici favoriti furono i kulaki, i medi proprietari.

Stalinismo: riassunto breve

 


RIASSUNTO DELLA RIVOLUZIONE RUSSA E LO STALINISMO

Dove si vedeva maggiormente l’arretratezza dell’economia russa era nelle relazioni commerciali estere, in cui la Russia esportava cereali e materie prime e importava macchinari e prodotti industriali. In sostanza, il paese dipendeva dall’Occidente, e questa situazione non andava affatto bene se lo zar aveva un’aspirazione di un paese molto potente. Per questo motivo a partire dal 1870 furono compiuti enormi sforzi per sostenere lo sviluppo
industriale. Essenziali furono, in questo frangente, i capitali stranieri provenienti soprattutto dalla Francia e dalla Gran Bretagna. Così tra il 1885 e il 1898 si ebbe un vero e proprio boom in cui la produzione industriale crebbe del 400%, investendo nell’industria siderurgica e delle ferrovie. L’industrializzazione fu un fatto innegabile e molto intenso, ma non andò molto nel profondo; non riuscì a nascere una borghesia imprenditoriale nella società russa, ma comunque il divario con l’Occidente cominciò a diminuire.

Riassunto della Rivoluzione russa


RIVOLUZIONE RUSSA: RIASSUNTO DETTAGLIATO

I populisti e i socialisti. Non tutti, comunque, supportarono le decisioni del governo di prendere a modello l’Occidente; si trattava della cosiddetta intellighenzia, cioè intellettuali, studenti e piccola borghesia istruita. Questi intellettuali si dividevano in occidentalisti e slavofili. Gli occidentalisti prospettavano una via europea al progresso, valutando positivamente il capitalismo, intendendo introdurlo in Russia assieme alla democrazia.