Rivoluzione francese e Napoleone: riassunto dettagliato

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Riassunto della Rivoluzione francese e il ruolo di Napoleone Bonaparte (7 pagine formato doc)

RIVOLUZIONE FRANCESE E NAPOLEONE: RIASSUNTO

La rivoluzione francese. Dopo la morte di Luigi XIV (1715) segue una reggenza, Luigi XV e infine nel 1774 sale al potere Luigi XVI.

La monarchia era stata incapace di risolvere il problema finanziario e così il re decise di imporre tasse al clero e alla nobiltà, che però si rifiutavano di pagare, e il re fu così costretto a convocare gli Stati generali nel 1788.
Ciò determinò la mobilitazione politica del terzo stato, che comprendeva tutti quei francesi che non facevano parte né del clero né della nobiltà. Questo rivendicò la riforma degli antichi criteri di rappresentanza e delle procedure di voto dell’assemblea degli Stati. Infatti questa procedeva attraverso una votazione per ordine e non per testa, in questo modo il terzo stato sarebbe sempre stato sottomesso dal clero e dalla nobiltà. Nacque così il partito nazionale o patriota, formato da intellettuali e pubblicisti del Terzo stato, che davano voce a richieste di raddoppio e di una diversa procedura di voto e che si rifacevano a un pensiero illuminista e liberale.
Il provvedimento più significativo fu la redazione dei cahiers de doléances (quaderni di lagnanze), in cui furono riportate le richieste del terzo stato, quali l’eguaglianza giuridica, l’abolizione dei privilegi.

Rivoluzione francese e Napoleone: riassunto

RUOLO DI NAPOLEONE NELLA RIVOLUZIONE FRANCESE

Il periodo tra 1788 e 1789 fu caratterizzato da una forte crisi economica, che portò a un aumento dei prezzi del pane e quindi a una riduzione della capacità di acquisto da parte del ceto popolare.
Vi furono così elezioni dei deputati agli stati generali: i rappresentanti del clero e della nobiltà furono eletti direttamente, mentre per il terzo stato gli elettori dovevano designare i loro delegati che andavano a formare un’assemblea che eleggeva i deputati.
Il terzo stato aveva una maggioranza numerica, ma era inutile di fronte al voto per ordine. Così si autoproclamò Assemblea nazionale. A essi si aggiunse la maggioranza del clero e dopo poco tempo il re ordinò alla nobiltà e al resto del clero di unirsi al terzo stato, sciogliendo così gli stati generali e formando l’assemblea nazionale costituente.
Il licenziamento di Necker, elemento moderato del governo, apparve come l’inizio di un tentativo di rovesciare con le armi i successi del terzo stato. Come risposta cominciò a formarsi una milizia borghese, che si contrapponeva alla repressione regia e teneva sotto controllo le iniziative popolari.
Il 14 luglio un corteo popolare attaccò la Bastiglia alla ricerca di armi. Iniziò così la rivoluzione francese. In seguito vi furono il riconoscimento di nuove municipalità, la sollevazione delle campagne che spinse l’Assemblea a decretare l’ abolizione del regime feudale, e l’approvazione della “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino”, che rivendicava i principi di libertà e uguaglianza (illuminismo). Infine i beni ecclesiastici furono requisiti e divennero beni nazionali, distribuibili attraverso gli assegnati.

Rivoluzione francese: riassunto

RIVOLUZIONE FRANCESE: RIASSUNTO

Il 14 luglio 1790 si celebrò la Festa della federazione, dove La Fayette prestò il giuramento che univa “i francesi tra loro e i francesi con il re per difendere la libertà, la costituzione e la legge” e il re giurò fedeltà alla nazione.

I due principali canali di mobilitazione e di propaganda erano i club e la stampa.
Club: la Società dell’89 era di tendenze moderate, mentre la Società degli amici dei diritti dell’uomo e del cittadino, anche detta dei cordiglieri, era radicale. A questa aderirono Georges-Jacques Danton, Camille Desmoulins, Jean-Paul Marat e Jacques-René Hébert.
Il club più importante fu quello dei giacobini che, organizzati secondo una rigida disciplina, miravano a esercitare un controllo serrato sull’attività delle istituzioni. I maggiori esponenti furono Maximilien Robespierre e Jacques-Pierre Brissot, futuro leader dei girondini.