La caduta dell'Impero romano d'Occidente: riassunto

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Le cause e le teorie sulla caduta dell'Impero romano d'Occidente. Crisi e trasformazione dell'Impero romano (2 pagine formato pdf)

LA CADUTA DELL'IMPERO ROMANO D'OCCIDENTE: RIASSUNTO

L'Impero romano: crisi e trasformazione.

Le vicende dell'impero romano fra il II e il IV secolo d.C La fine delle grandi conquiste, che avevano procurato all'impero sempre nuove risorse, determinò un progressivo indebolimento della sua economia. Tale fattore, insieme con l'instabilità politica e la
pressione ai confini di alcune popolazioni esterne, rischiò nel III secolo di far crollare l'impero. Esso dovette cambiare profondamente le proprie strutture per adattarle alle mutate condizioni causate dalla crisi.
In tale opera di trasformazione si distinsero alcuni imperatori, come Settimo Severo, Diocleziano e Costantino. In particolare, l'ascesa al trono di Diocleziano avviò un processo di trasformazione sul piano amministrativo, militare e istituzionale che ritardò il tracollo. Il cristianesimo, che si era diffuso dalla Palestina a tutto l'impero romano, fu dapprima guardato con sospetto e poi violentemente perseguitato, ma con Costantino la nuova religione fu consentita e protetta.

La fine dell'Impero romano d'Occidente: riassunto

IMPERO ROMANO D'OCCIDENTE RIASSUNTO

L'imperatore, infatti, mirava a mantenere la pace e la coesione, e la tolleranza verso il cristianesimo fu considerata un importante fattore di stabilità. Alla fine del lungo processo di trasformazione, l'impero presentava una fisionomia del tutto nuova, con una nuova capitale, una nuova amministrazione, una nuova economia e una nuova religione, che gli consentirono di sopravvivere in occidente per altri due secoli e in oriente per oltre un millennio.

IMPERO ROMANO D'OCCIDENTE CADUTA

Il crollo dell'Impero romano d'Occidente. Nella seconda metà del IV secolo l'impero romano fu investito da una nuova ondata di invasioni barbariche, causate, oltre che da un rilevante movimento migratorio verso ovest dalla pressione degli Unni sulle popolazioni germaniche. Nel V secolo l'impero romano d'occidente, separato dalla parte orientale e occupato dai germani, entrò in una crisi irreversibile. Dopo un periodo molto disordinato durante il quale i popoli germanici si insediarono all'interno dell'impero come alleati, nacquero nuovi Stati, destinati ad avere grande importanza nei periodi successivi: i regni
romano-germanici. La loro forza dipese dal grado di integrazione tra l'elemento romano e quello germanico: laddove si realizzò, anche se con difficoltà, una collaborazione tra le due culture, ne derivò una stabile struttura statale.

TEORIE SULLA CADUTA DELL'IMPERO ROMANO

L'Italia, dove l'ultimo imperatore Romolo Augustolo fu deposto nel 476, fu occupata dagli Ostrogoti. Finiva così un organismo politico che aveva unificato il mondo mediterraneo e parte dell'Europa e dell'Asia per circa sei secoli. Tradizionalmente, la deposizione di Romolo Augustolo segna l'inizio del Medioevo. Si tratta però di una data convenzionale, poiché gli elementi che, mescolandosi, caratterizzarono la nuova epoca erano già presenti negli ultimi secoli di vita dell'impero.