Caduta dell'Impero romano: riassunto

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crisi e trasformazione dell'Impero romano d'Occidente (2 pagine formato pdf)

Caduta dell'Impero romano: riassunto.
La fine delle grandi conquiste, che avevano procurato all'impero sempre nuove risorse, determinò un progressivo indebolimento della sua economia. Tale fattore, insieme con l'instabilità politica e la pressione ai confini di alcune popolazioni esterne, rischiò nel III secolo di far crollare l'impero.

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Esso dovette cambiare profondamente le proprie strutture per adattarle alle mutate condizioni causate dalla crisi. In tale opera di trasformazione si distinsero alcuni imperatori, come Settimo Severo, Diocleziano e Costantino.
In particolare, l'ascesa al trono di Diocleziano avviò un processo di trasformazione sul piano amministrativo,

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militare e istituzionale che ritardò il tracollo. Il cristianesimo, che si era diffuso dalla Palestina a tutto l'impero romano, fu dapprima guardato con sospetto e poi violentemente perseguitato, ma con Costantino la nuova religione fu consentita e 
protetta. L'imperatore, infatti, mirava a mantenere la pace e la coesione, e la tolleranza verso il cristianesimo fu considerata un importante fattore di stabilità.