Storia di Sparta: riassunto

Appunto inviato da mastrolindo
/5

La storia di Sparta: una terra ricca di cereali, vigne e uliveti, una regione ferlile, che avrebbe potuto dar vita ad una civiltà fìorente (2 pagine formato doc)

STORIA DI SPARTA: RIASSUNTO

Sparta.

Sparta era il capoluogo della Laconia (nel Peloponneso meridionale), terra ricca di cereali, vigne e uliveti, una regione ferlile, che avrebbe potuto dar vita ad una civiltà fìorente. Invece, per il sistema di governo e di vita che vi si formò (una dittatura militare che assoggettò l'intera popolazione dei contadini) divenne uno dei luoghi più miseri e rozzi della Grecia.
Come si giunse a questo? Il paese, durante il periodo antico delle emigrazioni, era stato conquistato da alcune bellicose tribù dì Dori, che si erano impadroniti della terra e avevano costretto i vinti a lavorarla a loro vantaggio.  Con il passare dei secoli, i discendenti di quei primi conquistatori, invece di fondersi con i vinti e di cercare una forma di pacifica convivenza, vollero mantenere immutato il primitivo dominio: formarono così una classe chiusa, detta degli spartiati, una minoranza che, per conservare il potere, dovette sempre vivere con le armi in pugno, come un esercito accampato in un paese nemico. Lo Stato che essi crearono fu una dittatura militare, un governo formato di soldati, che si impose con la violenza brutale e che si sostenne non con le buone leggi, ma con la disciplina più rigorosa e spietata.

Sparta e Atene: guerra del Peloponneso

RIASSUNTO DI STORIA SU SPARTA

Ecco come si viveva nello Stato spartano (secondo le leggi che la tradizione attribuiva a Licurgo, una leggendaria figura di re).

Chi appariva gracile e inadatto a diventare un robusto soldato era gettato in un burrone del monte Taigèto. I bambini robusti rimanevano fino a sette anni in famiglia con la mamma.  Poi li prendeva lo Stato, che li restituiva alla libertà soltanto 53 anni più tardi, quando erano già alle soglie della vecchiaia.  Riuniti in caserme, questi giovani venivano sottoposti ad un addestramento via via più severo, che li irrobustiva nel corpo e li abituava alla disciplina, all'ubbidienza, all'uso delle armi.  Era una vita durissima e rozza. Parlare poco e, quando si parlava, essere brevi, concisi (il termine "laconico" = di poche parole, è di origine spartana); indossare sempre i medesimi abiti, d'estate e d'inverno; mangiare sobriamente e non lamentarsi se il cibo mancava. Perché imparassero ad arrangiarsi ed a fare da sè ì giovani spartani in certi periodi venivano lasciati senza cibo. Costretti a rubacchiare per vivere, nessuno li rimproverava per questo: furti, ruberie, bugie erano considerate virtù se erano poste al servizio dello Stato. Ma chi si faceva scoprire, era picchiato a sangue a colpi di verga, per essersi mostrato poco scaltro.

CULTURA DI SPARTA

All'istruzione e alla cultura non si dava alcuna importanza: ai giovani venivano fatte imparare poche poesie a memoria, esaltanti il coraggio in guerra, e qualche canzone militare, per incitare al combattimento. A 20 anni si diventava soldati e si rimaneva soldati fino a 30 facendo vita da caserma. Dopo i 30 anni il cittadino spartano lasciava l'esercito e disponeva di un po' d’ indipendenza personale.  Tuttavia poteva sempre essere richiamato sotto le armi, e non gli era permesso recarsi all'estero e neppure lasciare la città dove era obbligato a cenare in mense comuni, per non perdere l'abitudine alla vita di caserma.