Età Giulio-Claudia: imperatori

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Le caratteristiche degli imperatori della dinastia Giulio-Claudia: Augusto, Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone (5 pagine formato doc)

ETA' GIULIO CLAUDIA: IMPERATORI

Dinastia Giulio-Claudia.
Augusto 27 a.C.

- 14 d.C.
Tiberio 14 -37
Caio (Caligola) 37 - 41
Claudio 41 - 54
Nerone 54 - 68

AUGUSTO

AUGUSTO (27 a.C. – 14 d.C.). Dopo quasi un secolo di guerre civili, i romani vedevano in Ottaviano colui che avrebbe potuto ristabilire l’ordine  a Roma. e se, per raggiungere tale obiettivo, era necessario conferirgli poteri assolutistici e quasi dittatoriali, erano pronti a correre il rischio.
Ottaviano infatti modificò la  costituzione accentrando nelle proprie mani tutto il potere in modo da poter governare come un sovrano, senza però dichiararsi tale.
Nel 27 a.C.

divenuto imperatore assume il titolo di Augustus (degno di venerazione).
Nel 23  si fece conferire per legge il tribunato della plebe ed il proconsolato, per poter decidere della politica sia a Roma che in periferia.
Rendendosi conto che il collegamento tra centro e periferia poteva essere garantito solo dal senato, fece eleggere senatori uomini di sua fiducia inoltre lui stesso aveva la possibilità di votare per primo ed influenzare il voto degli altri senatori, grazie alla carica di princeps senatus.
Una volta ottenuto il potere Augusto si adoperò per garantire la pace e l’ordine come i romani si aspettavano.
Per combattere la corruzione introdusse nuove cariche di governo, i prefetti:
•    Il prefetto urbano, di rango senatorio,  che aveva il compito di amministrare la città e garantire l’ordine pubblico
•    Il prefetto dell’annona, di rango equestre, doveva occuparsi dell’approvvigionamento della città e della distribuzione di grano alla plebe
•    Il prefetto dei vigili che aveva funzioni di polizia
•    Il prefetto del pretorio, di rango equestre, era il comandante del quartier generale del principe ed era molto vicino al principe diventandone una specie di sostituto.
Augusto divise le provincie in 2 categorie:
•    Le provincie del popolo, dette sanatorie perché il senato il senato poteva esercitare sulla loro amministrazione. I tributi riscossi da queste provincie venivano versati nelle casse dello stato.
•    Le provincie imperiali, controllate dal principe attraverso funzionari che governavano in suo nome. I tributi riscossi in queste provincie venivano versati nella cassa personale del principe (fiscus)
•    l’Egitto era considerato invece un possedimento personale del principe
In campo militare Augusto adottò un sistema di arruolamento volontario che garantiva ai soldati la possibilità di fare carriera durante il periodo di ferma, cioè fino a 20 anni.
Accanto all’esercito, Augusto creò un corpo speciale di 9.000 “pretoriani”, alle dipendenze del prefetto del pretorio, incaricato di difendere la persona del principe.
Le attività economiche e commerciali furono favorite dalla stabilità politica, dalla costruzione di una serie di reti stradali e dall’organizzazione di un efficiente sistema postale.

Il principato di Augusto e la dinastia dei Severi: riassunto

TIBERIO

TIBERIO (14 – 37 d.C.). Prima di morire Augusto nominò suo successore  Tiberio, suo figlio adottivo, nato dal primo matrimonio della moglie Livia con Claudio Nerone.
Tiberio apparteneva alla famiglia claudia per questo la sua dinastia viene chiamata giulio-claudia.

Tiberio inviò suo nipote Germanico ai confini settentrionali dove riuscì a sconfiggere più volte i germani (14 – 16 d.C.)
Improvvisamente decise di sospendere le operazioni in quella zona e lo inviò ad Oriente, dove Germanico morì improvvisamente (19 d.C.).
A Roma nacque il sospetto che Germanico fosse stato avvelenato per ordine di Tiberio, invidioso del suo successo.
Questo sospetto fece diminuire la già scarsa popolarità di Tiberio a Roma e la sua reazione peggiorò la situazione.
Infatti Tiberio fece condannare a morte molti avversari con l’accusa di lesa maestà, tra questi anche alcuni familiari di Germanico e nel 26 d.C. si ritirò a Capri lasciando Roma nelle mani del prefetto Seiano che si era conquistato la sua fiducia.
Quando capì che Seiano aspirava la trono lo fece arrestare a condannare a morte con tutta la sua famiglia (31 d.C.)
Gli storici danno un giudizio critico su Tiberio ma alla sua morte egli lasciò uno stato in buone condizione finanziarie e con le frontiere tranquille.

CALIGOLA E CLAUDIO

CALIGOLA (37 – 41 d.C.). Caligola, figlio di Germanico, nipote di Tiberio, fu il suo successore al trono.
Fu proclamato imperatore dal senato che sperava di trovare in lui le qualità del padre che si era molto impegnato in politica estera.
Si pensava che Caligola avrebbe proseguito la politica del padre, Germanico, ma non fu così. Il breve impero di Caligola fu caratterizzato da una serie di massacri nei confronti degli oppositori interni e da atti umilianti nei confronti della classe senatoria.
Caligola si comportava con modi che lo identificavano come un "pazzo". Le fonti antiche lo descrivono come un esempio di "pazzia sanguinaria". Secondo una leggenda, infatti nominò, senatore il proprio cavallo (che si chiamava Incitatus), anche se è evidente che il suo decreto di nomina esprimeva il suo totale disprezzo per il Senato che avrebbe potuto benissimo essere arricchito dalla sua bestia. In realtà Caligola fece solo una battuta una volta dicendo che avrebbe potuto nominare il proprio cavallo come senatore, essendo questo più capace dei senatori stessi.
Caligola aveva un progetto ben preciso: diventare un sovrano assoluto, sul modello delle monarchie  orientali, in totale contrasto con le tradizioni romane.
Si rese molto popolare con elargizioni alla plebe e giochi circensi.
Caligola morì assassinato in una congiura di Pretoriani, insieme a lui persero la vita sua moglie e la loro figlia bambina, che fu schiacciata brutalmente contro un muro. A lui succedette lo zio Claudio che, stando alle fonti, si era nascosto dietro ad una tenda.

CALUDIO (41 – 54 d.C.). Alla morte di Caligola, gli stessi pretoriano che lo avevano ucciso proclamarono imperatore Claudio, suo zio, fratello di Germanico.
Questa fu la prima volta, ma successivamente l’imperatore fu più volte proclamato attraverso un colpo di mano compiuto dai militari.
Claudio non era molto considerato, sia per le sue caratteristiche fisiche (zoppo, balbuziente e pieno di tic), sia per il suo carattere timido ma una volta al potere fu, insieme a Tiberio, il migliore fra i successori di Augusto.