Rivoluzione Russa, Lenin e Stalin: riassunto

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Tutte le fasi della Rivoluzione russa, Lenin e Stalin: riassunto (8 pagine formato doc)

RIVOLUZIONE RUSSA: LENIN E STALIN

Rivoluzione russa, Lenin e Stalin.

Termini che ritroveremo durante la spiegazione: Bohèmiens: termine usato come equivalente di “zingaro”. A Parigi molti giovani conducevano una vita vagabonda senza alcuna prospettiva, insofferenti verso qualsiasi forma di regola, e  indifferenti verso il futuro, pertanto erano legati agli ambienti della malavita per il loro rifiuto di vivere la “normalità” borghese.
Dispotismo: forma di governo in cui il potere viene eseguito da una sola persona, esercitato senza alcun rispetto della legge.
Eurocentrismo: visione storica che considera gli Europei “centro del mondo”.
Differenza tra bolscevichi e menscevichi: Possiamo individuare un'analogia: entrambi lottavano per scacciare il regime zarista dalla Russia.
Le differenze si trovano nel modo in cui lo fecero: I bolscevichi, guidati da Lenin, volevano porre fine al regime zarista attraverso una rivoluzione popolare e la creazione di una società comunista, fondata su 4 principali principi:
-  Abolizione della proprietà privata.
-  Abolizione delle classi sociali.
-  Collettivizzazione dei mezzi di produzione.
-  Creazione di un governo che nascesse direttamente dalle idee popolare.
Essi volevano un partito formato da professionisti che guidassero operai e lavoratori verso la rivoluzione.
I menscevichi, invece, guidati da Martov, volevano un partito di massa e scacciare lo zar attraverso delle riforme graduali, accettando anche l'alleanza con la borghesia.

Lenin e Stalin: riassunto e differenze

RIVOLUZIONE RUSSA: LENIN E STALIN RIASSUNTO

La Russia degli zar tra modernizzazione e opposizione politica. Alla fine del XIX secolo la società russa era caratterizzata da una forte arretratezza economica:
- I servi della gleba costituivano l’85% della popolazione. Lo zar Alessandro II aveva tentato di modernizzare il Paese con una serie di riforme:
- L’abolizione della servitù della gleba (si dimostrò inefficace, perché spesso i contadini non avevano la possibilità di riscattare le terre a loro assegnate).
- L’istituzione di assemblee elettive provinciali (zemstvo) costituita da rappresentati della nobiltà, della borghesia e del mondo contadino.      
Il fallimento finì per alimentare un movimento di protesta: il populismo. Il movimento populista, diffuso tra gli studenti, mirava alla distribuzione della terra a chi lavorava e all’educazione alla libertà. Dopo la morte di Alessandro II, i suoi successori, Alessandro III e Nicola II attuarono un programma di russificazione (Imposizione dello studio della lingua russa nelle scuole) nei confronti delle popolazioni dell’impero. Tale politica favorì lo sviluppo industriale, che determinò a sua volta la crescita del proletariato. La nascente industrializzazione indusse molti socialisti russi a fare proprie le teorie marxiste: un proletariato industriale avrebbe potuto avviare un processo rivoluzionario contro il sistema capitalistico.

RIVOLUZIONE RUSSA SCHEMA

Il pensiero socialista si distinse in due posizioni:
1. Lenin affermava che operai e contadini dovevano conquistare il potere attraverso una rivoluzione.
2. Plechanov era convinto che tutte le classi sociali dovessero collaborare per ottenere le riforme e trasformare la città in senso socialista. Con il congresso del Partito operaio socialdemocratico, Lenin e Plechanov, affermarono i proprio ideali, ma prevalse la linea di Lenin, detta bolscevica, su quella di  Plechanov, detta menscevica.
La guerra tra Russia e Giappone e la rivoluzione del 1905. Lo zar Nicola II si illuse di poter distogliere l’attenzione dai problemi interni impegnando il Paese in una guerra di espansione verso L’Estremo Oriente. Tale politica di espansione imperialistica della Russia contrastava però i forti interessi del Giappone.