Il nazionalismo: riassunto

Appunto inviato da gianlucagiorgini
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Breve riassunto della storia del nazionalismo: idee nazionaliste, razzismo e discriminazione degli ebrei (2 pagine formato doc)

IL NAZIONALISMO: RIASSUNTO

Nazionalismo.

Durante la prima metà dell’Ottocento grazie al liberalismo, al socialismo e alle nuove correnti si inizia a diffondere l’idea di nazione. Ma in questo periodo non è facile “insegnare la nazione” perché trova l’opposizione delle istituzioni e delle polizie di molti Stati, l’idea di Stato non si identificava con quella di nazione. Nella seconda metà dell’Ottocento quando ormai l’equilibro internazionale non si oppone alla formazione degli Stati-nazione e l’elite politiche hanno capito che il nazionalismo può essere una grande risorsa è molto più semplice insegnare la nazione per formare un popolo unito più forte. In nome della collettività nazionale che le elite politiche dicono di agire e le loro decisioni devono essere accettate da tutti, proprio perché prese per il bene e in nome di tutti.

Tesina sul nazionalismo: storia e significato

NAZIONALISMO NELL'800

I due principali strumenti per nazionalizzare le masse sono: la scuola e l’esercito.

La scuola deve educare milioni di bambini a pensarsi come parte della propria comunità nazionale. Viene insegnata quindi la propria lingua, la propria storia letteraria, politica, la geografia. Il cuore della nazione sta nel coraggio dei suoi giovani uomini, pronti a difenderla, quando sia necessario. La guerra viene esaltata, gli uomini sono il braccio della nazione, le donne sono le madri della nazione. In molti stati l’esercito viene basato sulla leva obbligatoria, nelle caserme si usa esclusivamente la lingua ufficiale, i soldati devono dimenticare i propri dialetti e vengono dislocati in caserme lontane in modo che imparino a conoscere il paese a cui appartengono.
L’insistenza del discorso nazionalista sul sangue e sui caratteri parentali della comunità nazionale, considerata come comunità di discendenza, si intrecciano con la riflessione “scientifica” sulla differenza razziale, sollecitata dalla teoria di Darwin. In questo periodo vengono ipotizzate molte teorie razziste che alimentano la diffusione di questo nuovo modo di pensare. De Gobineau scrisse il “Saggio sull’ineguaglianza delle razze umane”, egli sosteneva l’esistenza di tre razze fondamentali bianca, gialla e nera, la prima è portatrice di grandi valori spirituali ed è superiore alle altre, la seconda è portatrice di valori materiali e l’ultima è la più animale.

Nazionalismo: definizione

STORIA DEL NAZIONALISMO

In questo periodo viene fondata anche l’eugenetica, cioè la disciplina che intende organizzare la riproduzione degli individui in modo tale da ottenere tipi umani sempre più adatti alle condizioni ambientali. Un altro teorico è Lapogue che sostiene che le razze bianche europee sono razze dominati, per le migliori qualità fisiche ed intellettuali. Egli divide la stessa razza bianca in 3 gruppi: il primo è l’homo europeaus o Ariano il secondo l’homo apinus e l’ultimo l’homo mediterraneus. Tra tutte le razze colloco tra i posti più bassi la razza ebraica, che egli ritiene non solo inferiore ma pericolosamente infida e aggressiva per la sua incontenibile avidità commerciale. Sulla base del teorico Galton, Lapogue sostiene che l’incrocio razziale porta alla degenerazione delle razze e che andrebbe proibito a favore di unioni razzialmente omogenee. Gli individui razzialmente meno perfetti potrebbero essere soppressi attraverso un’organica politica di eutanasia razziale, cioè l’eliminazione dei soggetti meno perfetti dal punto di vista razziale. Ma il valore scientifico di queste teorie è assolutamente nullo.
Di conseguenza alla diffusione di queste teorie in Russia Mosca e San Pietroburgo vengono vietate agli ebrei e nel 1825 viene stabilito il cosiddetto Distretto di insediamento, l’unica zona nella quale il governo zarista ammetteva insediamenti ebraici. La situazione spesso precipita in pogrom (distruzione) cioè attacchi indiscriminati contro gli ebrei.