La resistenza

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Aprrofondimento sui movimenti di resistenza al nazifascismo sorti in Italia e in Europa (7 pagine formato doc)

Le resistenze europee

Nell'Europa dominata dal nazismo vi furono forme di collaborazionismo con l'occupante:

  • collaborazionismo di stato, motivato dalla necessità di "salvare il salvabile" e di proteggere le popolazioni (Danimarca, la cui famiglia reale non abbandonò il paese occupato dai nazisti), rinforzato da un'affinità ideologica e politica con i dominatori (della Francia di Vichy);
  • collaborazionismo politico - ideologico, alimentato da persone e movimenti nazionalisti reazionari o fascisti (regime cattolico - nazionalista slovacco di monsignor Tiso croati di Ante Pavelic.

Movimenti di resistenza molto diversi fra loro e spesso divisi al loro interno di profonde differenze ideologico - politiche, accomunati dalla scelta di combattere in nome di un ideale di libertà, accompagnata da un progetto di trasformazione politica della società accanto l'ordine patriottico, una volta sconfitto il nazismo.


A partire dal 1942 il dominio nazifascista in Europea trovò un valido avversario non solo negli eserciti alleati, ma anche nell'opposizione e nella resistenza armata delle popolazioni civili, impegnate al fianco degli eserciti regolari in guerriglia e sabotaggio dietro le linee nemiche.
La Resistenza europea combattè l'occupante con le armi della propaganda, con il sabotaggio, con il sostegno agli Alleati e alle loro operazioni militari. In Iugoslavia e in Italia, diede vita a veri e propri eserciti di liberazione. La Resistenza rivestì un grande significato morale e politico, poiché dimostrò, pagando un prezzo altissimo, la volontà dei popoli europei di non piegarsi al dominio nazifascista.