Affermazione del fascismo: dal primo dopoguerra alle leggi fascistissime

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Crisi del dopoguerra, biennio rosso, fasci di combattimento, marcia su Roma, delitto Matteotti e leggi fascistissime (2 pagine formato doc)

AFFERMAZIONE DEL FASCISMO

Italia: Crisi del dopoguerra.

Dopo la prima guerra mondiale, aleggiava un senso di delusione nel popolo italiano dovuto alla “vittoria mutilata”; inoltre era ancora diviso tra interventisti (o dannunziani) e neutralisti (o caporettisti). Oltre alle tensioni dovute alle questioni territoriali, si aggiunsero vari disagi sociali:
1.    il reinserimento dei combattenti nella vita civile e lavorativa
2.    Deficit di bilancio, declassamento della piccola e media borghesia dovuto a inflazione e perdita del potere d’acquisto della Lira, violento risentimento, poiché era proprio questa fascia interventista ad aver partecipato alla guerra e che avrebbe poi caratterizzato il movimento fascista
3.    riconversione dall’industria bellica all’industria di pace, inasprimento dei conflitti tra classe dirigente liberale e forze popolari e sindacali.

IL FASCISMO IN ITALIA

Biennio Rosso (1919-1920). In questo periodo i sindacati e il Partito Socialista organizzarono frequenti manifestazioni, e il nome deriva appunto dal tentativo di organizzare una sovietizzazione della produzione e di una rivoluzione sul modello di quella sovietica.

I ceti borghesi ovviamente si sentirono minacciati da questi disordini, e il governo liberale cercò invano di gestire la situazione, in quanto la maggioranza ormai si rispecchiava nei partiti di massa. Nel 1919 vennero indette delle elezioni con il sistema proporzionale: in base ai voti ottenuti dai partiti si spartivano i seggi?ciò favorì ovviamente i partiti anziché i singoli candidati, come il Partito Socialista e il Partito Popolare, quest’ultimo fondato da don Luigi Sturzo rappresentava le forze cattoliche e i ceti bassi.
Da queste elezioni uscì rafforzato il P.S. che però era assai frammentato internamente per le due diverse correnti di pensiero riguardo la lotta politica e sociale:
1.    RIFORMISTI-maggioranza che si contrapponeva al modello marxista
2.    “ORDINE NUOVO”-fondato da Gramsci, vedeva il modello sovietico come punto di riferimento. Nel 1921 si scisse e venne fondato il Partito Comunista d’Italia, ispirato all’Internazionale sovietica.

LEGGI FASCISTISSIME

LA FONDAZIONE DEI FASCI DI COMBATTIMENTO - Nello stesso 1919, nel clima di instabilità totale, nascono i fasci di combattimento, movimento fondato da Benito Mussolini.-->dapprima socialista anarchico, poi interventista espulso dal P.S.
Il programma di questo movimento fu reso pubblico a Milano, in piazza San Sepolcro; prevedeva:
1.    rivendicazioni sociali avanzate, suffragio universale femminile, giornata lavorativa di 8 ore, pensione a 55 anni
2.    anticlericalismo, sequestro dei beni delle congregazioni religiose e fine dei privilegi clericali
3.    istanze nazionalistiche.
Questo movimento cercava di dare voce allo scontento sociale, ed era costituito da un gruppo eterogeneo di: ex combattenti, anarchici, uomini dell’impresa fiumana, nazionalisti.

Il fascismo in Italia: riassunto

SALITA AL POTERE DI MUSSOLINI

DAL GOVERNO NITTI ALLA MARCIA SU ROMA. Dopo le dimissioni di Vittorio Emanuele Orlando, Nitti guidò il governo con il ruolo di chiudere le situazioni irrisolte, che però non gli riuscì. I risultati elettorali del 19, consegnavano gran parte dei seggi in Parlamento a socialisti. Nitti, per sistemare il deficit, rincara il pane?viene messo in minoranza e al suo posto viene chiamato Giolitti, nuovamente in funzione di mediatore sociale?nel dopoguerra questa dote però risulta inadeguata.