Affermazione del fascismo: dal primo dopoguerra alle leggi fascistissime

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Crisi del dopoguerra, biennio rosso, fasci di combattimento, marcia su roma, delitto Matteotti, leggi fascistissime (2 pagine formato doc)

Dopo la prima guerra mondiale, aleggiava un senso di delusione nel popolo italiano dovuto alla “vittoria mutilata”; inoltre era ancora diviso tra interventisti (o dannunziani) e neutralisti (o caporettisti).

MARCIA SU ROMA

Oltre alle tensioni dovute alle questioni territoriali, si aggiunsero vari disagi sociali:

1.

il reinserimento dei combattenti nella vita civile e lavorativa
2.
Deficit di bilancio declassamento della piccola e media borghesia dovuto a inflazione e perdita del potere d’acquisto della Lira violento risentimento, poiché era proprio questa fascia interventista ad aver partecipato alla guerra e che avrebbe poi caratterizzato il movimento fascista
3. riconversione dall’industria bellica all’industria di pace inasprimento dei conflitti tra classe dirigente liberale e forze popolari e sindacali.

MUSSOLINI E IL FASCISMO: LE RAGIONI DEL CONSENSO

In questo periodo i sindacati e il Partito Socialista organizzarono frequenti manifestazioni, e il nome deriva appunto dal tentativo di organizzare una sovietizzazione della produzione e di una rivoluzione sul modello di quella sovietica. I ceti borghesi ovviamente si sentirono minacciati da questi disordini, e il governo liberale cercò invano di gestire la situazione, in quanto la maggioranza ormai si rispecchiava nei partiti di massa.

CRONOLOGIA DEL NAZISMO E DEL FASCISMO


Nel 1919 vennero indette delle elezioni con il sistema proporzionale: in base ai voti ottenuti dai partiti si spartivano i seggi ciò favorì ovviamente i partiti anziché i singoli candidati, come il Partito Socialista e il Partito Popolare, quest’ultimo fondato da don Luigi Sturzo rappresentava le forze cattoliche e i ceti bassi.