Il bel Medioevo di Jacques Le Goff: riassunto

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Riassunto e considerazioni, capitolo per capitolo, del libro "Il bel Medioevo" di Jacques Le Goff (11 pagine formato doc)

IL BEL MEDIOEVO DI JACQUES LE GOFF: RIASSUNTO

Il bel Medioevo di Jacques Le Goff.

Traccia di lettura
Prefazione
1) La nuova storia non si confina nell’ambito del reale; riserva ampio spazio alla dimensione dell’immaginario sociale. Allo storico non importano soltanto i fatti reali, ma soprattutto il modo con cui sono stati interpretati entro quella società.
2) Nella prosp. sincronica, chi studia la società rileva i rapporti che articolano i diversi aspetti della realtà in un preciso istante; in quella diacronica, lo storico ne costruisce i nessi nel corso del tempo; in quella sintagmatica, il valore di un elemento si valuta a ciò che lo precede e ciò che segue (storia tradizionale: narrazione); in quella paradigmatica, ogni elemento si definisce in base al rapporto di somiglianza e di differenza che intrattiene rispetto a tutti gli altri elementi (assenti) che avrebbero potuto occupare la medesima posizione nella catena sintagmatica considerata.
3) Il termine “Medioevo” è stato coniato alla fine del 15° secolo, ed è una creazione tipica degli Umanisti, per indicare il periodo che andava dall’antichità al nuovo periodo in cui essi avevano l’impressione di vivere o di entrare.

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IL MEDIOEVO LE GOFF: RIASSUNTO

Capitolo I
1) Il medioevo bello è inquadrato fra un’area di regresso e una di progresso, che ha rappresentato un momento decisivo nell’evoluzione dell’Occidente, l’opzione per la crescita economica e l’introduzione di nuove strutture e sistemi usati ancora oggi.
2) Il medioevo corto è inquadrato nei tre secoli e mezzo che vanno dall’anno mille alla peste nera; il medioevo lungo è un periodo il cui sistema essenziale è costituito dal feudalismo, che si estende dal III fino alla metà del XIX secolo.
3) Perché prima del 1000 la popolazione si accontentava di sussistere, di sopravvivere, perché credeva imminente la fine dei tempi e l’attesa del Giudizio finale nutriva del pari la speranza del paradiso e la paura dell’inferno.
Capitolo II
1) La terra, che rappresenta quasi tutta l’economia quando questa è essenzialmente di sussistenza, dominata dalla semplice soddisfazione dei bisogni alimentari.

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IL MEDIOEVO RACCONTATO DA JACQUES LE GOFF: RIASSUNTO

La terra è posseduta dall’aristocrazia militare, che ne entra in possesso grazie ad eredità o concessioni benevoli d’un superiore.
La terra viene coltivata per mezzo dell’antico aratro in legno, che scalfisce appena la terra, oppure di quello a ruote che accusa una debole trazione per mezzo dei buoi.

Questi metodi hanno un basso rendimento; a questo si aggiunge l’insufficienza del concime.
Gli uomini medioevali, oltre alla produzione agricola, si interessano superficialmente alle altre attività economiche.
2) Il primitivismo della tecnologia e dell’economia rendono primitiva la struttura della società, che divide il popolo in clero, cavalieri e contadini. La società è statica.
3) I villani o manenti sono i servi e i liberi, che rientrano nel gruppo dei dipendenti di un dominio feudale; a causa di questo, la loro condizione economica è povera.