La chiesa contro l'eresie

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La chiesa contro l'eresie, gli ordini mendicanti, Feerico II e la crisi dell'impero, l'affermazione delle monarchie feudali, il tramonto della teocrazia (4 pagine formato doc)

La cultura medievale coltivava l’idea di riunire tutti i cristiani in unico stato “la res publica christiana” (governata da imperatore e Papa, autorità universali).
All’inizio del XIII non vi era alcun stato universale, e le autorità attraversavano una profonda crisi. 
L’imperatore era formalmente riconosciuto in Germania, Borgogna e Italia, ma Federico I Barbarossa fu sconfitto dai comuni italiani e osteggiato dai feudatari tedeschi e dal papa; la chiesa non in grado di sostenere dal punto di vista spirituale un’autorità forte e universale (scisma d’Oriente divisione ortodossi/cattolici; problemi interni, come corruzione e degrado morale).
Tra  il XII e il XIII secolo nuovi movimenti tornarono a contestare la chiesa. Trovarono un appoggio prevalentemente popolare; non sempre mettevano in discussione il contenuto teologico, ma condannavano l’immoralità e l’indegnità dei suoi ministri.
Furono considerati ugualmente eretici e repressi. 
 
 
Uno tra i movimenti eretici più influenti fu quello dei valdesi (poveri di Lione). Pietro Valdo fu un mercante che si spogliò di tutti i suoi beni e li distribuì ai poveri, visse in povertà e in castità. Il movimento si diffuse rapidamente in Francia meridionale, in Germania, in Piemonte e in Lombardia. Contestavano alla chiesa il monopolio della predicazione e dell’interpretazione dei vangeli, non erano discussi i  contenuti di fede cattolico. Valdo fu comunque scomunicato. 
L’eresia più temuta fu quella dei càtari. Si sviluppò nella Francia meridionale e sostenevano una dottrina ispirata a culti orientali (diversa dalla cattolica). Ritenevano che in contrapposizione al Dio delle Sacre scritture vi fosse un altro dio del male (creatore della materia), proprio per questo praticavano frequenti digiuni e rifiutavano rapporti sessuali, condannavano anche ogni forma di ricchezza e potere.
 
 
L’affermazione della povertà assoluta e il rifiuto del potere temporale (ideali eretici) si scontravano con la concezione teocratica dei papi. La risposta della chiesa, infatti, fu la repressione. Papa Innocenzo III scatenò una crociata contro i catari (i feudatari e il Re di Francia Filippo II aderirono entusiasti). 
Nel 1223 la chiesa istituì i tribunali dell’inquisizione, ammettevano la tortura e in molti casi la condanna a morte di chi fosse stato giudicato colpevole.