Civiltà sepolte

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Relazione del libro "Civiltà sepolte", in particolare sul capitolo: "IL libro delle statue". Parla della nascita dell'archeologia dal cataclisma del Vesuvio a quello di Creta. (4 pagine formato doc)

A metà del ‘700, la tedesca Maria Amalia Cristina, Moglie di Carlo di Borbone, re delle Due Sicilie, promosse nella zona vesuviana gli scavi che portarono alla luce Ercolano e Pompei.
Le due città erano state sepolte dall’eruzione dell’agosto del 79 d.C. che aveva cristallizzato come un colpo di bacchetta magica l’area di 18 km quadrati. Uomini, donne, bambini, animali  erano state conservate per oltre un millennio nei loro atti e atteggiamenti nel momento del cataclisma e vennero riportati alla luce con il calco in gesso che gli scienziati e gli archeologi produssero.


Non vennero trovati grandi tesori, ma abitazioni, affreschi templi e anfiteatri vennero restituiti al mondo, nonostante errori nelle procedure degli  scavi.


Capitolo II: Winckelmann o la nascita di una scienza(pag. 16)
Winchelmann, tedesco come Maria Amalia Cristina, cominciò  da bambino, all’inizio del ‘700 a scavare “Tombe degli Unni”.
Da adulto abbracciò il Cattolicesimo per ottenere un posto in Italia dove studiò i disordinati scavi di Ercolano e Pompei e mise i fondamenti del metodo scientifico di ricerca delle antichita’.

A metà del settecento grazie all’entusiasmo espresso nei suoi testi scatenò nel mondo della cultura e dell’archeologia un interesse e un’influenza decisive. Costruì sulla base dei reperti e delle loro immagini e descrizioni un modello dello sviluppo dell’arte antica. Molte sue affermazioni si rivelarono sbagliate.