Civiltà sepolte. Il romanzo dell'archeologia: riassunto

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Riassuto del libro "Civiltà sepolte. Il romanzo dell'archeologia" di Kurt Wilhelm Marek (4 pagine formato doc)

CIVILTA' SEPOLTE IL ROMANZO DELL'ARCHEOLOGIA: RIASSUNTO

Civiltà sepolte.

Il romanzo dell’archeologia
. Il libro delle statue. Dal cataclisma del Vesuvio a quello di Creta. Capitolo I: Preludio su suolo classico. A metà del ‘700, la tedesca Maria Amalia Cristina, Moglie di Carlo di Borbone, re delle Due Sicilie, promosse nella zona vesuviana gli scavi che portarono alla luce Ercolano e Pompei. Le due città erano state sepolte dall’eruzione dell’agosto del 79 d.C.
che aveva cristallizzato come un colpo di bacchetta magica l’area di 18 km quadrati. Uomini, donne, bambini, animali erano state conservate per oltre un millennio nei loro atti e atteggiamenti nel momento del cataclisma e vennero riportati alla luce con il calco in gesso che gli scienziati e gli archeologi produssero.
Non vennero trovati grandi tesori, ma abitazioni, affreschi templi e anfiteatri vennero restituiti al mondo, nonostante errori nelle procedure degli scavi.
Capitolo II: Winckelmann o la nascita di una scienza. Winchelmann, tedesco come Maria Amalia Cristina, cominciò da bambino, all’inizio del ‘700 a scavare “Tombe degli Unni”. Da adulto abbracciò il Cattolicesimo per ottenere un posto in Italia dove studiò i disordinati scavi di Ercolano e Pompei e mise i fondamenti del metodo scientifico di ricerca delle antichità.

Ercolano e Pompei: eruzione del Vesuvio e scavi archeologici

ROMANZO DELL'ARCHEOLOGIA: RIASSUNTO

A metà del settecento grazie all’entusiasmo espresso nei suoi testi scatenò nel mondo della cultura e dell’archeologia un interesse e un’influenza decisive. Costruì sulla base dei reperti e delle loro immagini e descrizioni un modello dello sviluppo dell’arte antica. Molte sue affermazioni si rivelarono sbagliate. (Ad esempio il bianco severo delle statue classiche, in origine avevano sfavillanti colori, pietre agli occhi e addirittura ciglia finte che a noi risulterebbero piuttosto strane o sgradite) Tuttavia ebbe il merito di portare ordine dove regnava il caos di leggende e ipotesi e le sue idee prepararono gli strumenti per le tecniche di studio delle antiche civiltà. Assassinato a Trieste, è ricordato e festeggiato dagli archeologi di Roma e Atene il 9 di dicembre.
Capitolo III: Cercatori di orme sul cammino della storia. Come è stato possibile ricostruire la Storia? Il lavoro è complesso e pieno di insidie.
Molti, flebili e delicati sono i segni del passato, come il corpo del guerriero etrusco “visto” da Augusto Jandolo e polverizzato in un istante per un incauto contatto con l’aria.
In alcuni casi equivoci ed inganni hanno percorso il cammino di archeologi e storici: dalle false fossilizzazioni degli alunni di Beringer agli scarabocchi di Domenech scambiati per disegni indiani, ai falsi dipinti che il fratello di Casanova propinò a Winckelmann. In altri casi le interpretazioni hanno falsato contesti, datazioni e spiegazioni.