La coesistenza pacifica

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Coesistenza pacifica tra le due superpotenze (2 pagine formato doc)

GLI ANNI '60 E '70: LA COESISTENZA PACIFICA
Tra gli anni '50 e '60 maturò una coesistenza pacifica tra i blocchi dell'Est e dell'Ovest.
USA e URSS si trovavano una situazione di parità negli armamenti atomici e nelle capacità industriali. I protagonisti del dialogo internazionale furono il segretario del Particto comunista societico Nikita Kruscev e il presidente americano John Fitztgerald Kennedy.
I punti di attrito tra le due superpotenze erano però numerosi (crisi di Cuba e guerra del Vietnam).
La crisi di Cuba portò il mondo sull'orlo di una guerra atomica. Il regime socialista di Fidel Castro aveva accettato l'istallazione di missili nucleari sovietici sul territorio cubano; per far smantellare ai sovietici le basi missilistiche gli USA accettarono il regime castrista.


Nello scontro tra Vietnam del Nord e del Sud invece, Mosca e Washington si trovavano contrapposte.
L'impegno militare USA fu un fallimento, portando nel 1976 all'unione del Vietnam sotto le bandiere comuniste.
Negli Stati Uniti, Kennedy si pose come obbiettivo di governo il raggiungimento del benessere per tutti i cittadini e della piena democrazia, con il riconoscimento dei diritti civili alla minoranza nera, proclamati anche da Martin Luther King. Dopo il suo assassinio, nel 1963, il suo obiettivo fu portato avanti dal suo successore, che approvò il Civil Rights Act nel 1964.


Intanto nell'Europa occidentale continua l'opera di ricostruzione del dopoguerra: nel Regno Unito governano i laburisti di Harold Wilson, in Francia De Gaulle rese più solida la Quinta repubblica e lottò per la leadership in Europa, nella Repubblica federale tedesca il cancelliere Erhard fu il primo artefice del miracolo economico della Germania.