Il completamento dell'unificazione italiana e la morte di Cavour

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La proclamazione del Regno d'Italia e la morte di Cavour e i primi governi della Destra storica (5 pagine formato doc)

IL COMPLETAMENTO DELL'UNIFICAZIONE ITALIANA E LA MORTE DI CAVOUR

Il completamento dell’unificazione italiana e i primi passi del nuovo stato.

La proclamazione del regno d’Italia e la morte di Cavour. La politica delle annessioni, mediante plebiscito, delle regioni, che entravano a far parte del regno d’Italia , aveva fatto sì che non si discutesse seriamente in Parlamento sulla fisionomia che avrebbe dovuto assumere il nuovo stato.
Il presupposto della politica delle annessioni era che il nuovo stato si sarebbe dovuto modellare su quello sabaudo, sui suoi istituti e sulle sue leggi. Il nuovo parlamento era costituito dai rappresentanti di tutte le regioni annesse, eletti mediante suffragio molto ristretto e scelti mediante il censo. Il primo atto di questo parlamento fu la proclamazione di Vittorio Emanuele II a re d’Italia, nel marzo del 1861.

OBIETTIVI DI CAVOUR

Il regno d’Italia nasceva come una sorta d’ingrandimento del regno di Sardegna: questo era stato il disegno di Cavour, che aveva fatto in modo che l’unificazione avvenisse senza turbare gli interessi dei ceti borghesi liberal-moderati. La moderazione cavuoriana risulta evidente anche nel modo in cui affrontò la spinosa questione romana.
Cavour sapeva bene che la questione romana non era risolvibile “con la spada”: era una questione soprattutto morale, da risolvere per via diplomatica, consapevole che ciò sarebbe stato apprezzato anche da Napoleone III, sovrano di Francia.

Cavour e l'Unità d'Italia: riassunto

CHI ERA CAVOUR IN BREVE

Secondo Cavour, il papa doveva spontaneamente rinunciare al potere temporale, ottenendo la rinuncia da parte dello Stato ad ogni controllo sulla Chiesa e sulla vita religiosa. Egli era convinto che gli stesi cattolici più liberali ed aperti avrebbero condiviso la sua impostazione della questione romana.
Il principio, che, in conclusione, ispirò Cavour, fu “libera Chiesa in libero Stato”.
Tuttavia Cavour trascurava due importanti elementi:
1)Il papato non era disposto ad affidare la propria indipendenza alle leggi mutevoli di uno stato
2)I pontefici, a più riprese, avevano condannato i regimi liberali: Pio IX ribadì tale condanna nei riguardi dell’Italia nel marzo del 1861.
Cavour si rendeva conto però che l’unità d’Italia, senza Roma,  non poteva dirsi completa; fece così proclamare simbolicamente dal Parlamento Roma capitale d’Italia il 27 marzo 1861.
Il 6 giugno 1861 Cavour morì improvvisamente. Lasciò una specie di testamento spirituale alla nipote Giuseppina, in cui toccava i principali problemi che l’Italia avrebbe dovuto risolvere:
1)    la questione napoletana, cioè il problema dell’Italia meridionale, collegato al precedente malgoverno borbonico, e risolvibile con una buona amministrazione
2)    la questione romana, da risolvere mediante la separazione tra stato e chiesa
3)    la questione veneta, che stava molto a cuore anche ai garibaldini