Il Concilio di Trento e la Controriforma: scopo e conclusioni del Concilio

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IL CONCILIO DI TRENTO E LA CONTRORIFORMA: SCOPO E CONCLUSIONI DEL CONCILIO

Il Concilio di Trento e la Controriforma.

Il problema del concilio e i suoi continui rinvii
Prima che iniziassero le polemiche sulle tesi di Lutero, esistevano già dei piccoli gruppi di laici ed ecclesiastici che sentivano la necessità di riformare la chiesa; tuttavia, tale esigenza non riuscì a concretizzarsi.
Vi era, poi, la corrente degli umanisti, i quali prendevano a modello Erasmo da Rotterdam ma la loro riforma era molto lontana da quella di Lutero, poiché non metteva in discussione né il primato del papa né i dogma cristiani.

I luterani chiedevano con insistenza la convocazione di un concilio ecumenico, appoggiati, oltretutto, da Carlo V, il quale era favorevole al dialogo per evitare la rottura religiosa della Germania e per rafforzare la sua immagine di protettore dell'unità ecclesiastica; tuttavia, quanto più richiedevano il concilio, tanto meno il papa Clemente VII lo concedeva, anzi, riuscì a rinviarlo fino alla sua morte (1534).

Il Concilio di Trento e la Controriforma: riassunto

IL CONCILIO DI TRENTO: RIASSUNTO

Dopo la morte di Clemente VII, fu eletto papa Alessandro Farnese con il nome di Paolo III; quest'ultimo discendeva da una potente famiglia della nobiltà laziale, ed era entrato nella vita ecclesiastica con lo scopo di fare carriera politica quando aveva già 3 figli. Paolo III, quindi, rappresentava quel tipo di chiesa che Lutero voleva abbattere e riformare. Nonostante ciò, Paolo III fu all'altezza delle aspettative e, nel 1535, annunciò la prossima apertura del concilio.
L'apertura del concilio fu comunque rinviata per sei volte: in primo luogo per lo stato di guerra esistente tra la Francia e l'impero, in secondo luogo perché il papa cominciava ad esitare di fronte ad un avvenimento che gli sarebbe potuto sfuggire di mano facilmente. Inoltre il papa dimostrò di essere, come gli altri papi del tempo, interessato ad ampliare il potere temporale per sé e per i suoi familiari.

Concilio di Trento: riassunto

SCOPO DEL CONCILIO DI TRENTO

La nascita dei “Gesuiti”. Mentre il concilio continuava ad essere rinviato, i cattolici continuavano a mandare sollecitazioni di rinnovamento, quali il ritorno ad una rigida applicazione della regola  degli ordini esistenti e la nascita di nuovi ordini religiosi.
Nacquero gli ordini dei teatini,dei cappuccini (nuovo ramo dei francescani) e dei gesuiti.
La compagnia di Gesù, fondata nel 1540 da Ignazio di Loyola, differiva dagli altri ordini poiché il suo scopo non era la contemplazione o la preghiera, ma bensì la lotta contro l'eresia e la difesa della chiesa tradizionale. La compagnia di Gesù, che faceva voto di castità, povertà e obbedienza ai superiori, divenne uno strumento di lotta contro l’eresia.

Il Concilio di Trento: sintesi

CONCILIO DI TRENTO 1545

Il Concilio di Trento (1545). Finalmente, nel maggio del 1542, fu convocato il concilio da parte di papa Paolo III ma, a causa della ripresa della guerra tra Francesco I e Carlo V, esso cominciò solo nel dicembre 1545 a Trento. Fu scelta Trento perché, essendo un principato vescovile che faceva parte dell’impero tedesco, i protestanti avrebbero potuto recarsi l’ sentendosi maggiormente sicuri. Il concilio si concluse nel 1563 (dopo 25 sessioni) sotto il pontificato di Pio IV.

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