Congresso di Vienna, Restaurazione e moti rivoluzionari dell'ottocento

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Riassunto del congresso di Vienna, del processo di restaurazione e dei moti rivoluzionari in Europa durante l'ottocento (6 pagine formato doc)

CONGRESSO DI VIENNA E RESTAURAZIONE

Il congresso di Vienna e la restaurazione.

Il 9 Giugno 1815 i rappresentanti di Inghilterra, Russia, Austria, Prussia si riuniscono a Vienna per ridisegnare la carta geopolitica dell’Europa e ristabilire l’ordine dell’ancien regime.
Essi miravano:
1) al contenimento della Francia da nuovi tentativi di espansione;
2) a definire le rispettive aree di influenza per evitare altre egemonie.
Per fare ciò i congressisti si ispirarono a due principi:
-    di LEGGITIMITA’: in ogni stato dovevano rientrare le dinastie che vi avevano regnato;
-    dell’EQUILIBRIO: bilanciare il peso politico e l’estensione territoriale, per garantire l’ordine.
Su questi ebbe la preminenza il principio dell’equilibrio, il quale si impose come cardine della politica europea.
Ciò voleva però dire rinunciare ai confini naturali, o anche venir meno al principio di legittimità. Si diede quindi luogo ad una riorganizzazione dell’Europa che si ispirava ad obbiettivi e principi prerivoluzionari, ma riadattati alla luce del passato recente e della necessità di affrontare le nuove situazioni.

Emblematica è la costituzione di Luigi 18: i Borbone riaffermavano l’origine divina del sovrano, attribuendogli iniziativa legislativa, esecutiva e giudiziaria, ma allo stesso tempo riconoscevano l’uguaglianza dei cittadini alla legge e la libertà di stampa e opinione.
Introdotta concezione patrimoniale dello stato (sovrano scambia territori e popoli come parte del proprio patrimonio personale).

IL CONGRESSO DI VIENNA: RIASSUNTO

Spartizioni europee:
-    Francia: confini riportati alla situazione del 1792;
-    Regno dei Paesi Bassi: Guglielmo d’Orange, riuniva Olanda, Belgio e Lussemburgo austriaci;
-    Regno di Sardegna: gli viene annessa la Repubblica di Genova;
-    Regno di Polonia: spartito tra Austria, Russia e Prussia;
-    Confederazione Germanica: sostituisce Sacro Romano Impero, dichiarato decaduto da Napoleone, affidato agli Asburgo, ogni stato aveva ampia autonomia; due di questi stati uscirono particolarmente rafforzati:
1) PRUSSIA: ottiene Polonia, Pomerania, Westfalia, Renania, parte della Sassonia;
2) AUSTRIA: Galizia, Balcani, Repubblica di Venezia.
      -    Russia: ottiene Polonia, Svezia, Finlandia, impero Ottomano;
      -    Svezia e Norvegia unificate;
      -    Regno di Danimarca: ottiene due ducati tedeschi
      -    Penisola iberica: no modifiche territoriali, restaurate le monarchie.
      -    Gran Bretagna: opera per evitare che altre potenze diventino troppo forti.
L’Italia non venne considerata una nazione con una comune tradizione civile, ma solo un territorio da spartire:
-    Regno lombardo-veneto (con Milano e Venezia) a Nord, dominio austriaco;
-    Regno di Sardegna, sotto Vittorio Emanuele 1 di Savoia;
-    Stato Pontificio, sotto Pio 7;
-    Regno delle Due Sicilie, sotto i Borbone.

Congresso di Vienna e Restaurazione: riassunto

SCOPO DEL CONGRESSO DI VIENNA

Oltre alla ricostituzione dell’assetto geopolitico, i rappresentanti a Vienna miravano a ridefinire i fondamenti del potere e la natura dei rapporti tra governanti e popolo.
Grande importanza nell’ideologia della restaurazione aveva il ritorno al principio dell’origine divina del potere regio, così svincolato dal potere del popolo.
Pensiero reazionario fornisce argomenti per legittimare la Restaurazione e il rifiuto verso le rivoluzioni.
Illuministi indicati come padri della violenza rivoluzionaria, accecati dal rifiuto dell’ordine e sfiducia nella ragione.
Per restituire la pace era necessario un recupero della fede, attraverso la sottomissione ai sovrani a cui Dio ha affidato il destino dei popoli.
L’opera dei diplomatici di Vienna veniva quindi presentata come compimento della Provvidenza divina.