Dal Congresso di Vienna alla Seconda guerra d'indipendenza

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Congresso di Vienna. Regno Lombardo Veneto. Regno di Sardegna. La Monarchia costituzionale e i colpi di stato. Il progetto politico di Mazzini. Gioberti e Balbo. La rivoluzione del 1848. La Prima guerra d'indipendenza (6 pagine formato doc)

CONGRESSO DI VIENNA

Tra l'autunno del 1814 e la primavera del 1815 l'imperatore austriaco Francesco II d'Asburgo organizza a Vienna un congresso al quale partecipano i rappresentanti delle potenze che hanno sconfitto Napoleone Bonaparte, ovvero dell' Impero austriaco, il Regno di Prussia, l'Impero russo e il Regno Unito.
Il vero e proprio organizzatore del congresso era un ministro austriaco di nome von Metternich, il quale era anche principe.

Lo scopo del congresso è quello di riportare sui troni d'Europa i sovrani legittimi (=principio di legittimità). I sovrani legittimi erano coloro che erano stati spodestati da Napoleone.
L'azione di quest'ultimo contro i principali stati europei era avvenuta tra 1805 e il 1813 attraverso continue campagne militari che gli avevano permesso di sconfiggere molte potenze europee a cui aveva poi imposto di gravitare nella sfera politica francese. Il modo in cui Napoleone fa dipendere gli stati sconfitti dalla Francia è quello togliere i monarchi legittimi e sostituirli con monarchi che avrebbero condotto una politica filofrancese, questi erano ufficiali francesi o suoi familiari.

Un altro principio su cui si muove l'azione diplomatica degli uomini che partecipano al congresso è l'eliminazione delle costituzioni che Napoleone aveva imposto negli stati che aveva sconfitto. Queste costituzioni riconoscevano infatti il principio della legittimazione popolare dei governanti poiché si ispiravano alle teorie illuministiche di Rousseau secondo le quali i governanti dovevano essere legittimati attraverso la volontà generale del popolo. Questo va contro la teoria della derivazione divina del potere.