Congresso di Vienna e seconda guerra d'indipendenza

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Dal Congresso di Vienna alla seconda guerra d'Indipendenza: riassunto (6 pagine formato doc)

CONGRESSO DI VIENNA E SECONDA GUERRA D'INDIPENDENZA

Congresso di Vienna.

Tra l’autunno del 1814 e la primavera del 1815 l’imperatore austriaco Francesco II d’Asburgo organizza a Vienna un congresso al quale partecipano i rappresentanti delle potenze che hanno sconfitto Napoleone Bonaparte, ovvero dell’Impero austriaco, il Regno di Prussia, l’Impero russo e il Regno Unito. Il vero e proprio organizzatore del congresso era un ministro austriaco di nome von Metternich, il quale era anche principe.
Lo scopo del congresso è quello di riportare sui troni d’Europa i sovrani legittimi (=principio di legittimità).
I sovrani legittimi erano coloro che erano stati spodestati da Napoleone. L’azione di quest’ultimo contro i principali stati europei era avvenuta tra 1805 e il 1813 attraverso continue campagne militari che gli avevano permesso di sconfiggere molte potenze europee a cui aveva poi imposto di gravitare nella sfera politica francese.

PRINCIPI DEL CONGRESSO DI VIENNA

Il modo in cui Napoleone fa dipendere gli stati sconfitti dalla Francia è quello togliere i monarchi legittimi e sostituirli con monarchi che avrebbero condotto una politica filofrancese, questi erano ufficiali francesi o suoi familiari. Un altro principio su cui si muove l’azione diplomatica degli uomini che partecipano al congresso è l’eliminazione delle costituzioni che Napoleone aveva imposto negli stati che aveva sconfitto. Queste costituzioni riconoscevano infatti il principio della legittimazione popolare dei governanti poiché si ispiravano alle teorie illuministiche di Rousseau secondo le quali i governanti dovevano essere legittimati attraverso la volontà generale del popolo. Questo va contro la teoria della derivazione divina del potere.

SCOPO DEL CONGRESSO DI VIENNA

Lo scopo del congresso è proprio quello di colpire il principio di derivazione popolare del potere per riprendere quello della derivazione divina. In Europa si scontrano perciò due tendenze politiche dell’illuminismo, ovvero quelle di:
- VOLTAIRE: Voltaire affidava ai monarchi illuminati il potere di riformare gli stati; secondo questa idea le riforme partono quindi dal monarca e dai suoi ministri. Questa era la linea politica seguito dallo stato austriaco (Asburgo) e da quello prussiano (von Hohenzollern). Lo scopo era quello di garantire la sicurezza e la felicità dei sudditi.
- ROUSSEAU: Rousseau prevedeva che le riforme degli stati e i governanti stessi dovessero essere l’espressione della volontà generale (o della nazione).
Lo scopo sia di Voltaire sia di Rousseau era l’organizzazione degli stati, cioè dotare gli stati di un impianto amministrativo efficiente, dotato di burocrati che conoscono le leggi e riescono ad applicarla in maniera efficace.

Il Congresso di Vienna e l'Unità d'Italia: riassunto

CONGRESSO DI VIENNA E RESTAURAZIONE

Una delle aree geografiche che viene riorganizzata dai diplomatici di Vienna è l’ITALIA: REGNO LOMBARDO-VENETO
È importante notare che i due più importanti stati italiani, ovvero Lombardia e Veneto, formeranno il Regno Lombardo-Veneto, il quale viene governato da un vicerè appartenente alla famiglia degli Asburgo. Egli aveva alle sue dipendenze due governatori i quali risiedevano a Venezia (per il Veneto) e Milano (per la Lombardia). I governatori di Lombardo e Veneto erano assistiti da due assemblee: una con funzioni economiche e l’altra con funzioni amministrative.