Rivoluzione industriale inglese: contesto storico-politico e sociale

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Contesto storico-politico e sociale della Rivoluzione industriale inglese: riassunto (2 pagine formato doc)

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE INGLESE

Contesto storico-politico della rivoluzione industriale
Ad oggi la società è divisa in “classi”, tale divisione, che non comporta alla nascita una situazione giuridica immodificabile, consente una mobilità sociale che è sinonimo di uguaglianza e parità di diritti.
Non fu così in Europa fino alle due rivoluzione che, in ambiti diversi, rovesciarono il sistema degli ordini. Questo si presentava così:
- Ordine nobiliare (bellatores) che, seppur dopo il suo ridimensionamento a causa degli imperatori illuminati, conservava particolari privilegi fiscali, considerati “di diritto”; oscillava fra l’1 e il 7% della popolazione europea.
La mentalità nobiliare, legata ad un visione feudale, trovò un unica eccezione nella nobiltà agraria inglese; questa, presa coscienza del proprio ruolo, mostrò subito notevoli capacità imprenditoriali. Ai tradizionali nobili si erano aggiunti pochi anni prima delle rivoluzioni i “nobili di toga”, funzionari regi (di estrazione borghese) che avevano ottenuto dalla corona particolari riconoscimenti.
 

Seconda rivoluzione industriale inglese: tesina

CAUSE RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

In Francia la nobiltà di servizio (di toga, appunto) rappresentò per molti ricchi borghesi l’aspirazione massima, questa era una sorte di classe sociale intermediaria fra il Terzo Stato e l’aristocazia.
- Ordine ecclesiastico (oratores) che godeva di privilegi fiscali, proprietà di terreni inalienabili e monopolio dell’istruzione. I beni della Chiesa formavano la “manomorta”, secondo tale visione i beni ecclesiastici non furono mai di proprietà della Chiesa, detentrice del potere spirituale, bensì di Dio e dunque intoccabili. Sin dall’inizio del settecento il clero conobbe un periodo di crisi che colpì soprattutto il monopolio dell’istruzione, non più capace di formare menti sin dagli anni della rivoluzione scientifica che, il clero, osservò con preoccupazione.
- Ed Infine il popolo (Terzo Stato), teatro del disagio sociale, raggruppava diversi gruppi, tra cui: contadini, artigiani e borghesia. La fiscalità, favorevole alla nobiltà e al clero, pesava in particolare sulle spalle del popolo che portò alla rivoluzione francese. Il terzo Stato, oltre che a rappresentare in quegli anni l’unica garanzia per il sistema fiscale europeo, fu l’unico ceto sociale di ispirazione dinamica, capace di intraprendere le attività imprenditoriali
 

Rivoluzione industriale inglese: schema

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE 1700

Dalla metà del settecento il vecchio continente conobbe un formidabile sviluppo demografico: la popolazione europea sfiorò i 200 milioni di abitanti, essa si riversò nelle principali città italiane ed europe; fra quelle che conobbero una maggiore crescita di abitanti vi furono Londra (arrivò ad un milione di abitanti) e Napoli (con numeri più modesti, 400mila). D’altro canto la campagna si spopolò e le attività tradizionale furono del tutto abbandonate. L’incremento demografico fu dovuto alla diminuzione della mortalità. Le epidemie, fenomeno tipico del 600, diminuirono sempre più e fu decretata la scomparsa del vaiolo, con la vaccinazione antivaiolosa, e della peste, grazie ai mutamenti dell’ecosistema e dei progressi medici che riuscirono a isolare il contagio.
 

Rivoluzione industriale 1700: riassunto

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE IN ITALIA

Altro fattore che contribuì alla forte crescita demografica fu l’introduzione della patata nell’alimentazione dei ceti più poveri capace di dare sostentamento e l’aumento della natalità, in perfetta armonia con la diminuzione del tasso di mortalità infantile non. Alla crescita demografica, corrispose un forte sviluppo economico in Inghilterra, Francia, Olanda e Nord-Italia
Il primo Paese che conobbe la rivoluzione industriale fu l’Inghilterra, non a caso il paese godeva:
- di una borghesia che mostrò capacità imprenditoriali, accompagna da una parte dell’aristocrazia inglese che contribuirono alla nascita del capitalismo agrario. Questo fu possibile grazie ad un sistema politico moderno, aperto alle classi imprenditoria, alle cui classi riconobbe il diritto di rappresentanza in Parlamento;