Crisi del 29 e il crollo di Wall Street in sintesi

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Crisi del 29 e il crollo di Wall Street in sintesi - La crisi del 29.

Gli USA era stato lo stato che si era arricchito di più durante la grande guerra, assistendo gli alleati. L’America aveva sia un ampio mercato interno, ma soprattutto un grande mercato estero che assorbiva un gran volume di beni di consumo. Tra 1922 e 29 la produzione statunitense aumento del 64%, ottenuta grazie alla manodopera a basso costo e la produzione in serie.
Le contraddizioni dell'American Way of life: Nel 1921 sale al governo il partito repubblicano che abbraccia l’affarismo: accentuò il liberismo, abbassò leimposte dirette (che colpiscono più i ricchi) e alzò quelle indirette, ridusse le spese sociali e abolì le leggi antitrust.

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I ricchi diventarono ancora più ricchi, mentre i poveri aumentarono.
Vi fu una restrizione delle libertà civili, irrigidite le leggi sull’immigrazione. La produzione seriale fa aumentare la disoccupazione, nascono il partito comunista e le prime forme sindacaliste, ma il governo dichiarò illegale il partito comunisti e gli industriali assoldarono la criminalità per picchiare gli scioperanti. Il Ku Klux Klan diventa un fenomeno di massa, vi è anche la campagna proibizionistica verso gli alcolici tra il 1920-34 ma alimentò solamente il contrabbando.

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Il crollo di Wall Street: La produzione aumentava ma i salari rimanevano uguali, le nuove macchine facevano aumentare la
disoccupazione. Durante la guerra i contadini si erano modernizzati realizzando notevoli guadagni con l’esportazione verso l’Europa attanagliata dalla guerra. Ma nel dopoguerra in Europa aumentò il protezionismo e i contadini furono costretti ad abbassare i prezzi, non riuscirono più a comprare le sementi per l’anno successivo e a pagare le macchine. Non riuscendo più a pagare i debiti verso le banche molte di esse fallirono.

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Nel 1929 gli Stati Uniti entrarono in sovrapproduzione, gli investitori furono contattati all’ultimo momento, e il giovedì 24 ottobre 1929 un secondo dopo l’apertura vennero messe in vendita 13 milioni di azioni, il giorno successivo 26. Il crollo di Wall Street danneggiò migliaia di finanzieri e la massa di piccoli investitori, le banche non davano più soldi. La disoccupazione dilagò.