La crisi economica e demografica del Trecento

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Il Trecento in Europa è il secolo delle carestie e della peste, di violente polemiche all'interno della Chiesa e di profondi conflitti sociali.

LA CRISI DEL TRECENTO  >>

Dal 1300 al 1340 circa la crescita demografica divenne sempre più debole o si arrestò del tutto.
L'Europa aveva raggiunto gli 80-85 milioni di abitanti ed era al massimo compatibile con la tecnologia agricola e con i sistemi di produzione e distribuzione dell'epoca, cioè, in una sola parola, era alla soglia della sovrappopolazione.
Sarebbe bastata una fase di cattivi raccolti, come accadde dal 1315, per far saltare l'equilibrio.

DUECENTO E TRECENTO >>

L'Europa non era popolata allo stesso modo dappertutto. C'erano regioni con densità di popolazione più elevata ed altre con bassa densità (Polonia, Lituania e Russia). In queste zone poco popolate c'era scarsità di mezzi agricoli e l'emigrazione della popolazione verso queste zone poco popolate in questo periodo diventò sempre più difficile per la resistenza di polacchi, lituani e russi.

LA SCULTURA DEL TRECENTO >>

C'erano ancora tante terre da dissodare, prosciugare e mettere a coltura nell'Europa occidentale. Siccome per coltivare, però, bisognava disboscare, col tempo il problema del disboscamento (e quindi della mancanza di foreste per il legname) si fece sentire. Si erano ridotti anche di molto i pascoli naturali a causa dell'avanzamento dei terreni coltivati e, siccome non era ancora diffusa la coltivazione di foraggio per alimentare gli animali, questo fatto aveva indebolito l'allevamento e ridotto la disponibilità di fertilizzanti animali, molto importanti per l'agricoltura medievale. Inoltre, siccome la tecnologia medievale era ancora troppo debole per risanare completamente le terre vicino ai fiumi (più fertili di altre), col tempo ci si spostò verso terre più facili da conquistare ma meno fertili.