La crisi dell'Occidente e l'ascesa dei Longobardi

Appunto inviato da mikelep96
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riassunto sulla crisi dell'Occidente, lo spopolamento, l'abbandono delle città, vivere nelle campagne, il potere temporale dei pontefici, una nuova epoca storica, il patrimonio di San Pietro, le scuole della Chiesa, l'arrivo e lo stanziamento in Italia, l'arrivo in Italia, la fondazione del regno, le trasformazioni della società longobarda, l'editto di Rotari, le innovazioni di Liutprando, nuove guerre (3 pagine formato doc)

La crisi dell'Occidente e l'ascesa dei Longobardi - Lo spopolamento
Tra in VI e il VIII secolo, l’Europa conobbe una profonda crisi demografica le cui cause furono:
- le stragi, le carestie, le epidemie che accompagnarono le invasioni dei barbari;
- la crisi economica già presente negli ultimi secoli dell’impero;
- lo scarso numero di barbari giunti in Europa.
Da alcuni calcoli si è arrivati alla conclusione che il numero dei barbari giunti in Europa non abbia superato il milione, quando la popolazione europea era di circa sedici milioni di abitanti, quindi i barbari giunti erano troppo pochi per reintegrare il numero dei morti causati dalla loro invasione.
Circa il 40% dei bambini moriva  prima dei dieci anni, mentre gli adulti vivevano in media fino ai quarant’anni e le donne fino ai trenta.

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L’abbandono delle città - Il fenomeno dell’abbandono delle città si accentuò a causa delle invasioni barbariche: i mercati, i negozi e le botteghe artigiane si dispersero nelle campagne, anche molti nobili abbandonarono le città con le loro guarnigioni militari, gli uffici amministrativi e i tribunali.
Spesso l’unica autorità rimasta era il vescovo che divenne simbolo dei pubblici poteri e della vita civile, risiedeva nel centro cittadino. La popolazione e l’estensione di molte  città, comprese Roma, Bologna e Milano diminuirono drasticamente.

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Vivere nelle campagne - La vita nelle campagne era molto dura, la diminuzione della popolazione portò a una diminuzione dei campi coltivati, così i contadini per ricavare le risorse per la sopravvivenza, dovevano faticare di più. La mancanza di manodopera, rilanciò la schiavitù, tanto che dopo poco tempo, la Chiesa dovette proibire espressamente agli ecclesiastici di partecipare alla cattura di uomini liberi.

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Nelle campagne i contadini vivevano in case di legno con il tetto di paglia e avevano a disposizione una piccola porzione di terra da coltivare affidato loro dal proprietario. L’alimento di base dei contadini era il pane, e in assenza di questo qualsiasi cosa andava bene.