La società medievale dopo l'anno Mille

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Riassunto ben fatto sulla società medievale dopo l'anno Mille e le Crociate (5 pagine formato doc)

SOCIETA' MEDIEVALE

La società medievale dopo il Mille.

La nuova forza delle città. L’incremento demografico dopo l’anno Mille portò alla formazione di nuovi centri urbani e alla rinnovazione delle antiche città del tempo. All’interno della città convivevano persone di diverse estrazione sociale tra cui contadini, che non hanno trovato lavoro nelle campagne perché c’era troppa manodopera, piccoli proprietari terrieri, che si sottrassero ai vincoli dei grandi proprietari, e altri come notai, giudici, medici e piccoli artigiani.
Tutte queste persone costituivano una nuova classe sociale: la borghesia in cui fanno parte coloro che, non essendo nobili, traevano la loro prosperità lavorando e avevano nella città il proprio ambiente naturale. Inevitabilmente, in Italia specialmente, si crearono delle città come degli organismi autonomi, come le antiche città-stato, e presero il nome di comuni.

Storia dell'Anno Mille

SOCIETA' MEDIEVALE DIVISA IN TRE ORDINI

Il comune da associazione privata a istituzione pubblica. Gli abitanti della città iniziarono ad organizzarsi per difendere i propri diritti contro le istituzioni feudali. I primi passi li fece l’aristocrazia che sentì il bisogno di unire tutti i membri sotto un giuramento e di sottoscrivere delle norme per tutelare gli interessi comuni. Visto che all’intero della città mancava un’organizzazione interna ci pensò subito la chiesa, come aveva fatto già in passato, non solo nel campo spirituale, ma anche politico. Il vescovo era la persona che assumeva il ruolo centrale che insieme ad altre persone parlavano dei problemi della città; questa fu la prima sorta di parlamento. Col passare del tempo il potere del vescovo andava affievolendo e il comune, da associazione privata, divenne istituzione pubblica dove richiedeva sempre di più la partecipazione di tutti i cittadini.

SOCIETA' MEDIEVALE IN ITALIA

Il comune e il mondo feudale:una coesistenza difficile. Il nemico principale del comune era il feudalesimo; mentre questo era agricolo, militare, verticale (cioè fondato sulla gerarchia), il comune era cittadino, mercantile e orizzontale (perchè metteva tutti sullo stesso piano). Anche in campo militare è diverso: mentre nel feudalesimo l’arma vincente era la cavalleria, costituita da una classe di professionisti di guerra,nel comune era la fanteria, formata da cittadini che si adoperano per il bene comune. Proprio per queste differenze ci furono molti contrasti tra questi due mondi. Il feudalesimo stava perdendo colpi in gran parte dell’Europa dove i grandi proprietari terrieri ritennero opportuno unirsi al comune; ma questo non portò alla scomparsa definitiva del mondo feudale perché dove l’aristocrazia militare persisteva, specialmente nei territori di confine, il comune era debole.

SOCIETA' FEUDALE

La città “principio ideale della storia italiana”. I comuni si svilupparono all’inizio del XI e l’inizio del XII; il vero fulcro della loro nascita fu l’Italia centro settentrionale ma si svilupparono anche in Francia e Germania. Dunque questo grande fenomeno fu italiano: questo cambiamento portò un divario tra il Nord e il Sud Italia; il settentrione si andava popolando di queste piccole città stato che nel meridione venivano represse dai normanni, il popolo che governava tutta questa zona. In Italia il comune si sviluppò più che altrove perché anche se c’era il feudalesimo, in Italia esistevano già dei centri urbani risalenti a epoca romana dove in gran parte dell’Europa non esistevano; inoltre l’imperatore tedesco, che governava il territorio, non aveva un controllo effettivo di tutto il territorio così questo facilitò lo sviluppo delle autonomie locali.