Destra storica e Sinistra storica: riassunto

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Riassunto del periodo storico che va dal 1961 al 1996: la destra storica, la sinistra storica, la questione romana e gli anni di Crispi in Italia (4 pagine formato docx)

DESTRA STORICA E SINISTRA STORICA: RIASSUNTO

La Destra storica al potere. Dal 1861 al 1876 l’Italia fu governata dalla «Destra storica», ebbe un ruolo «storico» nella formazione dell’Italia. La Destra storica aveva una concezione liberale dello Stato; in Parlamento era rappresentata solo una piccolissima parte dello stato che aveva diritto di voto, diritto datogli in base al censo e all’istruzione.
Le decisioni della destra storica furono diverse tra cui scegliere se lo stato dovesse essere accentrato (sul modello della Francia napoleonica) o decentrato (sul modello della Gran Bretagna) e ciò è stato deciso dal successore di Cavour alla presidenza del Consiglio che fu Bettino Ricasoli.
Fu scelto il modello di Stato accentrato. Il centralismo era però l’estensione del modello piemontese al resto della Penisola. La Destra storica fu perciò accusata di piemontesismo cioè di favorire il Piemonte.
Nel Mezzogiorno le masse popolari avevano sperato in un cambiamento non solo politico, ma anche sociale, ed erano state deluse perché ci furono imposizioni di nuove tasse e del servizio militare così si scatenò la rivolta. Si iniziò a vedere lo stato come un nemico e si formarono molte bande di «briganti» iniziarono una “guerra” contro lo Stato.

Destra storica e Sinistra storica: riassunto breve

 

L'ITALIA NELL'ETA' DELLA DESTRA E DELLA SINISTRA STORICA: RIASSUNTO

La Destra reagì con la repressione, senza considerare i problemi sociali alla base delle rivolte.
L’Italia era uno Stato arretrato e con bilancio messo male. Quindi per risolvere ciò la Destra storica:

– avviò una politica liberista favorendo il libero scambio sia all’interno del Paese sia verso l’esterno;
– cercò di pareggiare il bilancio soprattutto grazie al ministro delle Finanze Quintino

Sella per dare credibilità all’Italia nell’ambito della comunità finanziaria internazionale e attirare capitali stranieri, in modo tale da accelerare lo sviluppo economico. A questo scopo vennero venduti terreni ecclesiastici, pubblici e vennero introdotte pesanti
imposte indirette come la tassa sul macinato nel 1868.


Crispi e la sinistra storica

 

SINISTRA STORICA: RIASSUNTO BREVE

IL COMPLETAMENTO DELL’ UNITA’ D’ ITALIA
Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Roma non facevano ancora parte del Regno d’Italia.
Mentre mazziniani e garibaldini sollecitavano la conquista armata di Roma, la Destra storica era contraria perché temeva la reazione della Francia, cattolica e schierata con il papa. Con la Convenzione nel settembre del 1864 l’Italia si impegnò a difendere lo Stato Pontificio in cambio del ritiro delle truppe francesi da Roma.
 La capitale venne spostata da Torino a Firenze in segno di rinuncia a Roma.
Nel 1866 l’Italia affiancò la Prussia nella guerra contro l’Austria. La terza guerra d’indipendenza, nonostante le sconfitte a Custoza e Lissa, venne vinta dagli Italiani e Tedeschi grazie alla Prussia che vinse a Sadowa. Alla fine di questa guerra si stipulò  la pace di Vienna così l’Italia che ne era uscita vittoriosa ottenne il Veneto.
I mazziniani e i garibaldini non volevano rinunciare a Roma così si riorganizzarono per liberare Roma. Penetrato con 3000 volontari nello Stato Pontificio, si scontrarono con i Francesi a Mentana e furono sconfitti. Però dopo poco grazie alla caduta del secondo impero Francese l’esercito italiano poté entrare a Roma, che si unì al regno d’ Italia nel 1870.
Pio IX respinse la legge delle «guarentigie» cioè le garanzie offerte a lui dallo Stato italiano, come per esempio l’extraterritorialità del Vaticano e con il non expedit vietò ai cattolici di partecipare alla vita politica italiana, così portando sempre dipiù i cittadini contro lo stato. A questo punto abbiamo una rottura tra il mondo cattolico e quello laico.

Destra e Sinistra storica: riassunto sui problemi dell'Italia unita

 

SINISTRA STORICA AL POTERE

LA SINISTRA STORICA AL POTERE
Il 16 marzo 1876 , il presidente del Consiglio, Marco Minghetti annunciò ufficialmente il raggiungimento del pareggio del bilancio quindi la Destra storica aveva vinto la sua battaglia. Ma questa battaglia aveva logorato la Destra storica che era sempre più divisa al suo interno. Il Paese era “spremuto” dalla pressione fiscale e avvertiva l’esigenza di randi riforme che la Destra non sapeva attuare. La politica economica del governo, se da un lato aveva dato prestigio internazionale all’Italia, dall’altro aveva mostrato dei limiti come ad esempio la costituzione di un unico ercato che aveva messo in crisi l’economia meridionale (più debole di quella del nord) oppure il libero scambio con le nazioni più progredite aveva esposto l’industria italiana alla concorrenza straniera dando esiti negativi... Nel 1887 Depretis morì. Gli succedette Francesco Crispi: il primo uomo politico meridionale a diventare presidente del Consiglio. Convinto ammiratore di Bismarck e difensore della Triplice Alleanza, sosteneva la necessità di uno Stato forte