Economia e politica tra le due guerre mondiali: riassunto

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La grande depressione, lo scenario politico degli anni venti e trenta, la guerra civile spagnola, la politica estera tedesca (1933-1938) e il patto di non aggressione. Riassunto dell'economia e la politica tra le due guerre mondiali (4 pagine formato doc)

ECONOMIA E POLITICA TRA LE DUE GUERRE MONDIALI

Economia e politica tra le due guerre mondiali.

La grande depressione. 1. I ruggenti anni venti negli Stati Uniti. Se prima del 1914 in Europa ci fu la Bella Epoque, gli americani definirono i loro anni venti come ruggenti. Il periodo era caratterizzato anche da ostilità verso le persone “diverse”. Si varò il proibizionismo, cioè il divieto di vendere bevande alcoliche con tasso superiore allo 0,5%.
Malgrado tutto, gli anni venti videro crescere il loro PIL del 2% e il reddito della famiglia era in continua crescita.
2. L'industria americana negli anni venti. Gli USA erano lo stato capitalista più potente al mondo, grazie a una concentrazione finanziaria e industriale. Erano in crescita le industrie dei beni di consumo fra cui quella dell'automobile. Un grande cambiamento lo fece Henry Ford, grazie alla catena di montaggio che divise il processo di produzione in molte parti.

PERIODO TRA LE DUE GUERRE MONDIALI, RIASSUNTO

3. L'inizio della crisi economica. Dopo gli anni venti, l'agricoltura europea si riprese con il risultato che i prezzi agricoli americani subirono un pesante ribasso a causa della sovrapproduzione. Molti contadini che avevano contratto debiti, andarono in rovina innescando un processo di contrazione dei consumi che sta alla base della “grande depressione”. Nell'ottobre 1929 la borsa di New York registrò un brutale ribasso. Il 24 ottobre Wall Street crollò, gli operatori finanziari presero a vendere, il crollo fu il sintomo e non la causa. Nel 1931 gli effetti della crisi raggiunsero l'Inghilterra che per la prima volta introdusse pesanti dazi protezionistici e si concluse il liberismo economico.
4. New Deal. Nel 1929 il presidente degli Stati Uniti era Hoover Herber che lasciò il paese a se stesso, in miseria negli anni trenta. Alle nuove elezioni venne eletto il democratico Franklin Delano Roosevelt che si rese subito conto che bisognava violare il liberismo. Il presidente si circondò di esperti che avevano ideali diversi da quelli tradizionali. Abbandonò la parità aurea, cioè la convertibilità del dollaro in oro, si trattò del primo passo del New Deal. L'idea era quella di far intervenire lo stato, quel “mondo” della vita economica di cui il liberismo aveva espulso. Il mercato non era in grado di creare lavoro, così Roosevelt intrarprese una grande campagna di lavori pubblici, l'agricoltura fu sostenuta da sussidi per ridurre la produzione ai contadini al fine di aumentare i prezzi dei prodotti agricoli, nonostante tutto solo lo scoppio della seconda guerra mondiale pose fine alla grande depressione.

Il mondo tra le due guerre mondiali: tesina

ECONOMIA ITALIANA TRA LE DUE GUERRE

5. Incontro di liberismo e democrazia. Per la prima volta lo stato si impegnò attivamente a migliorare la vita dei propri cittadini, grazie a Roosevelt si verificò una conversione del liberismo alla democrazia.
Scenario politico anni venti e trenta. Società delle nazioni. Dopo le difficoltà economiche, l'Inghilterra non avrebbe potuto sopportare il peso di un'altra guerra. La maggior parte della classe politica voleva rinunciare ai problemi europei assumendo quella distanza denominata isolazionismo. Il presidente americano Wilson fece forti pressioni all'organismo denominato “società delle nazioni” che avrebbe dovuto collaborare internazionalmente e avrebbe dovuto realizzare la pace. La sua debolezza di vise nel 1931, quando il giappone occupò la Manciuria. La società delle nazioni condannò il Giappone ma non potè far nulla: negli anni successivi elaborò un complesso sistema di sanzioni economiche che divennero operanti nel 1935 quando l'Italia occupò l'Etiopia.