L'Europa della Belle Epoque: riassunto

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Europa della Belle Epoque: dall'illusivo benessere europeo alle contraddizioni che porteranno alla prima guerra mondiale (4 pagine formato pdf)

BELLE EPOQUE EUROPA

La Germania guglielmina.

Guglielmo II e il <>:La fine del cancellierato Bismarck (1890) parve una svolta alla politica interna tedesca.Il "cancelliere di ferro" cadde soprattutto per la vittoria socialdemocratica (1890). Guglielmo II annunciò un "nuovo corso" e criticò le leggi speciali antisocialiste. La continuità degli equilibri di potere: L'imperatore mostrò però una inclinazione autoritaria e una gestione personale del potere. Cambiò solo il fatto che nessun cancelliere dopo Bismarck, riuscì a imporsi al potere imperiale.
I cancellieri continuarono a governare al di sopra dei partiti, a render
conto dell'operato all'imperatore anziché al Parlamento. La Weltpolitik: A fine '800, la Germania imboccò la Weltpolitik (politica mondiale) e avviò il riarmo
navale, rinsaldando l'alleanza fra la casta agraria e militare degli Junker e la grande industria. Industria dominata dai cartelli e dalle grandi imprese, con uno sviluppo teconologico e produttivo paragonabile solo all'industria statunitense. Tale superiorità spinse la nazionalismo e all'imperialismo. Pur essendo ricca di risorse naturali, la Germania, non essendo un grande impero coloniale, aveva una disponibilità di materie prime inferiore agli Stati Uniti, alla Gran Bretagna, alla Russia. Vi fu dunque la volontà di modificare a proprio vantaggio la distribuzione mondiale di risorse e lo scacchiere mondiale. Ma, compiuta la spartizione dei continenti extraeuropei, la Germania tendeva inevitabilmente a ritagliarsi una posizione antagonistica rispetto agli altri Imperi.

La Belle Epoque in Europa: riassunto

LA BELLE EPOQUE RIASSUNTO

La socialdemocrazia: La spinta nazionalista coinvolse tutte le forze politiche. L'unica opposizione fu socialdemocratica, isolata però da qualsiasi influenza agli affari di Stato, nonostante l'aumento dei propri tesserati (più di un milione nel 1914), l'incremento dell'elettorato (nel 1913 la Spd è maggioranza, con il 34% dei voti e 110 seggi al Reichstag), il controllo delle organizzazioni collaterali (sindacati, cooperative...). A lungo andare, la socialdemocrazia ammorbidì la sua opposizione e scese a patti con i nazionalisti-imperialisti, a cui la classe operaia non era insensibile.

I conflitti di nazionalità in Austria-Ungheria. Il ritardo economico,i contrasti tra nazionalità,accentuarono il declino dell'Impero Asburgico, avviatosi nel 1848.
Sviluppo e arretratezza: L'Impero era essenzialmente agricolo, poco più ricco dell'Italia, ma con alcune isole altamente urbanizzate e industrializzate (la regione attorno Vienna, la Boemia, il porto di Trieste,importante per il collegamento Centro-Europa-Mediterraneo).A ciò si aggiunse la crescita
dei partiti di massa(socialdemocratici e cristiani).Ma il sistema politica era immobile, le strutture sociali tradizionali nella provincia contadina erano dominate da Chiesa e grandi proprietari.

BELLE EPOQUE STORIA

I conflitti nazionali: Principale motivo di disagio e crisi erano i conflitti nazionali. Se la compattezza della popolazione tedesca era la forza dell'Impero,in Austria-Ungheria le tensioni etniche logoravano e disgregavano la compagine statale,unita dalla corona,l'esercito e la burocrazia. Con la soluzione "dualistica" (1867), l'Impero scese a patti con il gruppo magiaro,impossessatosi della parte sud-occidentale dell'Impero con privilegi simili a quelli detenuti dagli austriaci ella parte nordoccidentale.