L'Europa tra l'XI e il XIII secolo

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Riassunto del periodo medievale che va dall'XI al XIII secolo: feudalesimo, la svolta del Mille, lo scontro tra impero e chiesa, le crociate, i comuni e Gengis Khan (6 pagine formato doc)

EUROPA TRA L'XI SECOLO E IL XIII SECOLO

Feudalesimo.

Il Medioevo va dalla caduta di Roma, avvenuta nel 476, fino alla scoperta dell’America nel 1492. Per semplicità vengono usano determinate date simboliche, ma in realtà è un processo lungo di formazione, prima che dall’antica Roma si passi al Medioevo. Uno dei più grandi storici, di nome Pirenne, che ha scritto il libro “Maometto e Carlo Magno”, pensò che il Medioevo non iniziò nel 476, ma nel 732 (battaglia di Poitiers).
Ha scelto questa data perché secondo lui rappresenta qualcosa di più significativo rispetto alla caduta dell’impero romano, in quanto dopo la battaglia per riorganizzare la frammentazione vi è la necessità di un sistema feudale, ovvero di un cambio di notevole importanza rispetto al passato.

Il feudalesimo si sviluppò tra il IX e X secolo, ebbe origine dall’impero creato da Carlo Magno, che aveva diviso i suoi vasti domini in contee, marche e ducati, e li aveva affidati a membri dell’aristocrazia militare ed ecclesiastica, perché li governassero in suo nome. Essi, però erano legati al sovrano con il vincolo del vassallaggio, in cambio del giuramento di fedeltà il vassallo riceveva il dominio su un territorio, ovvero il feudo, a sua volta frazionabile tra feudatari minori come i valvassori e i valvassini.
Il Feudalesimo si sviluppò in vari settori in vari settori, ovvero dal punto di vista economico, politico.

BASSO MEDIOEVO

ECONOMIA. Si sviluppa l’economia curtense (economia della sussistenza, perché l’obbiettivo è quello della sopravvivenza), dove il denaro ottenuto con la vendita della merce serve per comprare veli che per esempio un contadino non può autoprodursi.
L’economia curtense era fondata dalla Pars dominica lotto di terra coltivato dai servi per il padrone e la Pars massaricia divisa in lotti, mansi e affidata a coloni. Questi ultimi erano uomini liberi, che pagavano al signore tributi in prodotti agricoli, in giornate lavorative, corvée in cambio della protezione.
POLITICA. Nasce il bisogno di difendere il territorio, perché dal IX secolo il vassallaggio venne messo in crisi dalle continue incursioni di normanni, ungari e saraceni che costrinsero i feudatari ad aumentare le difese dei loro territori armando eserciti e innalzando fortificazioni (fenomeno detto delle incastellamento). I signori infine giunsero ad appropriarsi di poteri giuridici, militari, di beni di proprietà regia, e del potere di riscuotere le tasse. (Diritto di banno), dando origine di fatto ad una sorta di anarchia feudale. I feudi venivano amministrati come proprietà feudali, e questa tendenza venne confermata prima dal capitolare di Kiersy nel 877, quando venne riconosciuta l’ereditarietà dei feudi maggiori, poi con la constitutio de feudis 1037, quando venne riconosciuta anche l’ereditarietà dei feudi minori, e con quest’ultima, il potere quindi diventa frammentato e il feudo quasi autonomo.

L'Europa politica nel XII secolo: riassunto

ANNO MILLE: RIASSUNTO

LA SVOLTA DEL MILLE - Nel periodo intorno al mille l’Europa andò incontro ad una rinascita, ci furono la fine delle invasioni, dei miglioramenti climatici, e alcune innovazioni tecniche in campo agricolo determinarono la crescita demografica e l’aumento delle terre coltivate. Vennero sostituiti i vecchi aratri in legno con quelli in ferro, più solidi e meno deperibili. Poi vennero altri elementi innovativi come l’erpice e il collare rigido per gli animali da soma, che permise, insieme all’utilizza della rotazione triennale (due terre coltivate, una a maggese) un aumento della produttività agricola.
Un’altra innovazione fu il mulino idraulico, che venne applicato in diversi settori produttivi, tra cui quello tessile che conobbe un rapido sviluppo.
I Mulini inoltre vennero utilizzati per macinare il grano, aumentando così la produzione che passò da 70 kg giornalieri a 15 quintali.

SACRO ROMANO IMPERO

Scontro tra impero e Chiesa. Nella costruzione della res publica Christiana risultò importante il ruolo di Carlo Magno, nominato imperatore dal papa: l’integrazione con il cristianesimo fu il più saldo collante del suo impero, “Sacro” e “Romano”.
Lo stesso Carlo fu celebrato non perché erede degli imperatori romani, ma perché fu difensore della cristianità, infatti, egli aveva lottato contro gli arabi e le popolazioni pagane unificando tutta l’Europa occidentale.
L’impero di Carlo Magno durò solo pochi decenni ma il sogno di ricostruirlo fu realizzato alla fine del decimo secolo in Germania dove il duca di Ottone di Sassonia aveva acquisito il titolo di re di Germania. Grazie alle sue vittoriose campagne in Italia settentrionale, ottenne anche la corona d’Italia ed infine la corona imperiale conferitagli da papa Giovanni XII nel 962. Quindi si trovarono strettamente legate anche le sorti dell’Italia del nord, sottoposta di fatto al dominio degli imperatori tedeschi.
Nello stesso anno, Ottone I, emanò il Privilegium Othonis: l’imperatore lasciò una serie di possedimenti alla chiesa, in cambio del controllo sull’elezione del papa, riservandosi di approvare il candidato prescelto prima della sua consacrazione definitiva. Questo scatenò la reazione della Chiesa, che volle rivendicare il suo diritto di nominare i vescovi, innescando così un conflitto destinato a durare fino al XII secolo, in quella che viene definita la lotta per investiture.