Il Fascismo: riassunto

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L'inizio del Fascismo, l'occupazione di Fiume, la crisi economica-sociale, Partito Popolare Italiano e i fasci di combattimento, biennio rosso in Italia, marcia su Roma, dalla fase legalitaria alla dittatura, Italia fascista e antifascista, i Patti Lateranensi, la politica economica fascista e Guerra d'Etiopia. Riassunto sul fascismo: dall'occupazione di Fiume alla guerra di Etiopia e l'Italia antifascista (9 pagine formato pdf)

IL FASCISMO: RIASSUNTO

Il Fascismo - Nel 1919 si aprì la conferenza di pace tra le potenze vincitrici della Prima guerra mondiale, in cui la posizione dell’Italia fu sicuramente particolare.

Essa aveva infatti stipulato il Patto di Londra con cui avrebbe dovuto ottenere la Dalmazia esclusa Fiume, ma il nuovo Stato iugoslavo
rivendicò la regione dalmata in nome del principio di nazionalità, essendo essa abitata soprattutto da Slavi. Così la delegazione italiana guidata dal presidente del Consiglio Orlando e dal ministro degli Esteri Sonnino si mantenne incerta e ambigua; si cercava di far valere il Patto di Londra, pur richiedendo anche la città di Fiume in base allo stesso principio di nazionalità.
Gli alleati non si trovarono d’accordo con queste prese di posizione e fu soprattutto il presidente americano Wilson ad essere intransigente.

Fascismo: riassunto per tesina


IL FASCISMO: RIASSUNTO PER TESINA

Così dopo qualche mese l’Italia lasciò la riunione come forma di protesta contro l’arroganza del leader americano che voleva favorire la nascita della Iugoslavia. Wilson allora decise di rivolgersi direttamente al popolo italiano con un appello per sostenere la soluzione da lui proposta, minacciando altrimenti di far cadere il Patto di Londra. La delegazione italiana alla fine fu costretta a tornare al tavolo delle trattative per non rischiare di perdere anche quel poco che le spettava.

Fascismo: riassunto breve


IL FASCISMO: RIASSUNTO BREVE

L’occupazione di Fiume - Il governo Orlando durò pochi altri mesi e gli successe Francesco Saverio Nitti, il quale si trovò presto ad affrontare il malcontento della classe borghese rappresentato da frequenti manifestazioni e dagli atteggiamenti provocatori di D’Annunzio. Il governo fu dichiarato incapace di far valere i propri interessi all’estero e lo stesso scrittore occupò la città di Fiume nel settembre 1919. Si trattava di una sorta di colpo di Stato contro il governo liberale, appoggiato per giunta da moltissime persone. Il governo, per giunta, fece pochissimo per sedare la ribellione. Le incertezze di Nitti riportarono al governo di Giovanni Giolitti nel 1920, il quale si impegnò per risolvere la crisi iugoslava. Nello stesso anno fu firmato il Trattato di Rapallo con cui si cedeva la Dalmazia alla Iugoslavia, eccetto la città di Zara, mentre all’Italia veniva assegnata l’Istria; Fiume divenne uno Stato indipendente tutelato dalla Società delle Nazioni.

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IL FASCISMO: RIASSUNTO TERZA MEDIA

La città di Fiume sin dal ‘700 era controllata dall’Impero austro-ungarico, ma godeva comunque di una certa autonomia che le permise di svilupparsi notevolmente. La minoranza croata al suo interno cercò in tutti i modi di annettere la città alla Croazia, ma con la seconda metà dell’Ottocento la rivalità tra Croati e Ungheresi spinse questi ad attirare nella città molti uomini d’affari italiani, sperando di creare una forte borghesia che poi avrebbe difeso la città
contro i Croati. La comunità italiana allora crebbe molto velocemente fino a diventare il gruppo sociale dominante. Con la caduta dell’Impero austro-ungarico la città venne occupata dalle truppe iugoslave e gli irredentisti insorsero con il pretesto che Fiume era ormai un centro etnicamente italiano.

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IL FASCISMO: RIASSUNTO FACILE

La crisi economica e sociale - Le conseguenze sociali ed economiche della guerra furono particolarmente pesanti per uno Stato giovane ed ancora debole come quello italiano. Un milione di persone erano le vittime e gli invalidi italiani della guerra, il debito pubblico salì di circa sette volte e l’inflazione raggiunse livelli altissimi. Così le prime vittime di questa nuova situazione economica furono la piccola e la media borghesia e i piccoli proprietari terrieri, colpiti dal carico fiscale e dall’inflazione.