Marsilio da Padova: pensiero

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Breve riassunto del pensiero politico di Marsilio da Padova, con riferimenti alla sua opera più nota "Defensor Pacis" (2 pagine formato doc)

MARSILIO DA PADOVA: PENSIERO

Marsilio da Padova, rettore dell’università di Parigi e monaco, si trova nella capitale del regno Capetingio quando si sviluppa la lotta tra Filippo IV detto “il Bello” e Papa Bonifacio VIII.

Testimone di questo scontro lo vede parte di un vivace contesto culturale in cui si muoveva, la vita culturale dell’Accademia parigina. Egli scrisse “Defensor Pacis” che lo renderà talmente noto da favorire la sua ascesa come consigliere politico di Ludovico Il Bavaro, Imperatore del Sacro Romano Impero del Regno della Germania. Marsilio lo accompagnò a Roma nel 1327 nella sua incoronazione che avvenne ad opera del popolo romano anziché per rito pontificio.
La legittimità della sovranità non arriva dal Papa ma dal popolo.
Marsilio propagandava la necessità di un impero laico che avrebbe portato alla diffusione di una laicizzazione generale.
Tanto è vero che nel 1356 verrà emanata la Bolla d’Oro che stabilì che l’imperatore doveva essere eletto da un Concilio che metteva insieme laici e uomini religiosi (4 sono principi laici, anche se ispirati religiosamente,e 3 sono Arcivescovi).

Tutto su San Tommaso d'Aquino

CONCEZIONE POLITICA MARSILIO DA PADOVA

Marsilio arriva a dire che tutto quanto non è dimostrabile per mezzo della ragione non è politico. Il politico è autonomo da un giudizio morale.
Con Marsilio, a differenza di quanto aveva detto Tommaso d’Aquino (in cui ordine naturale e spirituale sono in una dimensione parallela e complementare) vi è un’assoluta separatezza. tra ordine naturale e ordine spirituale.
La comunità dei cittadini ha la sovranità, civis è la civitas, la cittadinanza quale unica fonte legittima della legge. Il potere legislativo spetta al popolo.
Il Governo, di conseguenza, ha una delega da parte del popolo ma se chi governa lo fa in modo improprio non ha l’autorità per mantenere quel ruolo. Se ben governi mantieni il ruolo ma se mal governi è legittimo che tu venga sostituito. L’individuo che fa parte di questa comunità, nel momento in cui tale comunità esprime la sua sovranità, sarà obbligato a rispondere alle leggi che la comunità si da nell’ organizzare la propria vita.
C’è un processo di laicizzazione a 360°.

MARSILIO DA PADOVA: PENSIERO POLITICO

Marsilio nega il primato non solo temporale ma anche spirituale del Papa; siamo in presenza del trasferimento del papato ad Avignone in Francia e la sua nomina passa tra asprissime lotte tra le famiglie romane, dette nobiltà nera .
Il pontefice non è infallibile, non è dotato di quell’aurea divina, ma il suo potere è una stratificazione che si è creata nella storia, di un primato che era morale e che poi si è fatto politico. Il Papa esprime una tipologia di potere, e Marsilio laicizza e disincanta la visione sacrale del suo ruolo. L’autorità a lui negata viene data al Concilio Ecumenico che dovrà eleggere il Papa ed è fonte di sovranità. Per Marsilio il clero è composto da cittadini che di fatto sono uguali ai laici di fronte alle leggi dello stato e il Papa, nel momento in cui usurpa l’autorità del re, è un perturbatore della comunità cristiana. Ricordiamoci che Marsilio è l’intelettuale di corte di Filippo IV Il Bello.