Filippo II, Re di Spagna: riassunto

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la politica interna, religiosa ed estera assunta da Filippo II, re di Spagna, nel XVI secolo. Riassunto su Filippo II, re di Spagna (1 pagine formato doc)

FILIPPO II RE DI SPAGNA: RIASSUNTO

Filippo II, Re di Spagna (1556 – 1598).

Filippo II fu Re di Spagna dal 1556, anno in cui abdicò il padre Carlo V, al 1598, anno in cui muore. Egli governava su Spagna, Indie Occidentali, Paesi Bassi, Franca Contea, Italia (Napoli, Sicilia, Sardegna e Milano). Fu un re particolare: autoritario, preciso, rigoroso burocrate (il “rey papelero”).
Si considera il centro dell’impero e di conseguenza nel 1580 si fa costruire il palazzo dell’Escorial, a 40 km da Madrid, fortezza in cui rimane durante tutto il suo regno, simbolo anche della sua solitudine. Era perciò lontano anche dalle vie di comunicazione.
Politica interna. Filippo II è un sovrano che anticipa lo Stato moderno. Il governo è formato un sistema di Consigli di Stato, che sono una sorta degli attuali ministeri, ce n’era uno per ogni questione, quello degli Affari Esteri, delle Finanze, delle Questioni Religiose, Militari, ecc. in più vi erano anche i Consigli Territoriali, uno per i Paesi Bassi, uno per l’Italia, ecc.

Impero di Filippo II re di Spagna: riassunto


SPAGNA DA FILIPPO II

I Consigli erano formati da giuridici ed ecclesiastici appartenenti alla borghesia e le cariche erano messe in vendita (VENALITÀ DEGLI UFFIZI = vendita delle cariche pubbliche): svantaggio non viene rispettato il criterio della meritocrazia; vantaggio  lo stato riceveva denaro. La Spagna aveva infatti un immenso bisogno di denaro: a causa delle guerre, dei pirati, del fatto che veniva speso soprattutto per il lusso, e quindi anche il commercio era in decadenza. Filippo II dichiarò la bancarotta per ben 3 volte: nel 1557, nel 1575 e nel 1596.
Oltre ai Consigli di Stato vi erano anche delle magistrature a livello locale: i viceré e i governatori più i rappresentati locali. Le Cortes ora sono assemblee rappresentative a livello solo locale. Gli unici ad avere un minimo di autonomia erano la Catalogna, l’Aragona e la Castiglia.
Si tratta quindi una politica di estremo controllo.

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FILIPPO II DI SPAGNA: POLITICA RELIGIOSA

Politica religiosa. Filippo II era sì cattolico e fedele, ma anche indipendente ed estremamente intollerante.
Egli non voleva sottostare al pontefice, volle controllare il Tribunale dell’Inquisizione in persona ed era intollerante proprio per motivi razziali.
Era intollerante verso:
-    gli infedeli (ebrei e moriscos; gli ebrei vennero cacciati nel 1492 e si accanì contro quelli che erano rimasti; i moriscos, ovvero gli arabi, vennero definitivamente espulsi nel 1609 per mano di Filippo III);
-    gli eretici (Tribunale dell’Inquisizione Spagnola controllata da Filippo II +controllo sulla stampa interna ma anche quella che proveniva dall’estero);
-    gli oppositori politici.