Il Governo Craxi: riassunto

Appunto inviato da Ivano_belfiore
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Riassunto della storia del governo Craxi e le sue riforme in Italia (2 pagine formato docx)

GOVERNO CRAXI: RIASSUNTO

Il Governo Craxi.

Il governo del Presidente. All’inizio degli anni Ottanta, l’Italia attraversava un momento storico politicamente complesso, in cui il Partito Comunista Italiano restava saldo dietro al partito che da quarant’anni governava il paese, la Democrazia Cristiana. Alle elezioni politiche del 1983 il partito di maggioranza aveva perso consistentemente voti, favorendo il terzo partito del paese, il P.S.I. (Partito Socialista Italiano) di Bettino Craxi, che raggiunse l’11,44 % dei voti, e altri partiti minori di Sinistra, la quale superò di poco la D.C.
All’interno della coalizione di governo, detta Pentapartito (i cui componenti erano: D.C.; P.S.I.; P.S.D.I.; P.R.I.; P.L.I.), la Democrazia Cristiana dovette fare un passo indietro riguardo alla nomina del  presidente del consiglio e fu costretta a sopportare il primo socialista a capo del governo dalla fondazione della Repubblica.

GOVERNO CRAXI 1983

Il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini (anch’egli socialista), convocò Craxi al Quirinale il 21 luglio 1983 per conferirgli l’incarico di formare un governo, il quale ricevette la fiducia del Parlamento il 12 e 13 agosto. Il governo includeva molti politici di tutti i partiti di governo e tre ex presidenti del consiglio: Giulio Andreotti agli Esteri; Arnaldo Forlani alla Vicepresidenza del Consiglio; Giovanni Spadolini alla Difesa. Il suo governo fu sorprendentemente lungo e nei suoi quasi 4 anni alla guida del paese, Craxi riuscì a dare all’Italia un assetto economico ed internazionale molto importante.

Dal '68 ad oggi: tesina

GOVERNO CRAXI, DEBITO PUBBLICO

Economicamente riuscì a far diminuire l’inflazione di parecchi punti e aumentare la produttività, sebbene questo provocò un’impennata del debito pubblico. Nell’84 il governo propose il taglio di tre punti della scala mobile, un mezzo attraverso il quale il governo intendeva diminuire la forte inflazione, tuttavia l’opposizione comunista combatté con le unghie e con i denti questo provvedimento, riuscendo a proporre un referendum abrogativo nell’85, nonostante i principali sindacati italiani fossero dalla parte del governo. Con la promessa che se l’esito del referendum fosse stato a favore dell’abrogazione del provvedimento il governo si sarebbe dimesso, Craxi scommise la sua intera vita politica, tuttavia il 54,32% dei voti si dimostrò contrario all’abrogazione, dando al governo il via libera per continuare il suo operato.

GOVERNO CRAXI: RIFORME

Nell’84 il governo concordò gli “Accordi di Villa Madama” con la Santa Sede, tramite il quale la religione cattolica non era più considerata religione di Stato e, di conseguenza, il suo insegnamento non era più obbligatorio. Venne, inoltre, istituito l’8 per mille. Si batté per l’obbligo dei registratori di cassa contro l’evasione fiscali. Famosa fu la sua amicizia con l’imprenditore milanese Silvio Berlusconi, che negli anni 80 aveva intrapreso un’avventurosa impresa approdando nel mercato delle televisioni private, ma a cui le leggi italiane impedivano di creare una rete televisiva al pari della RAI, tuttavia con il sostegno del governo Craxi, venne concesso anche alle ditte private di accedere su scala nazionale al business della televisione. Dal punto di vista estero, invece, Craxi decise di allontanare il Partito Socialista Italiano dagli ambienti sovietici, intraprendendo una forte politica atlantista ed europeista (famosa fu la lite con il Primo Ministro inglese, Thatcher, sulla questione dell’Unione Europea), infatti si dimostrò favorevole all’installazione di missili americani “Cruise” in Sicilia contro l’Unione Sovietica.