La guerra del Pacifico: riassunto

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Riassunto della guerra del Pacifico: il ruolo del Giappone nella Seconda guerra mondiale (2 pagine formato doc)

GUERRA DEL PACIFICO RIASSUNTO

Il ruolo del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale. Riguardo al ruolo del Giappone nella seconda guerra mondiale si dovrebbe parlare di Guerra del Pacifico con l’inizio nel 1937.
Infatti il Giappone aveva come principale scopo di controllare i territori dell’Asia Orientale e del Pacifico occidentale.
Questo fu il motivo per cui approfittando della debolezza interna della Cina sferrò il suo attacco, occupando la Corea, la Cina settentrionale e la Manciuria. La Cina in quel periodo era particolarmente debole perché il suo grande territorio era controllato da diversi comandanti locali, alcuni dei quali seguivano il governo centrale, altri aderivano al partito comunista cinese. Nel 1939 il Giappone tentò un attacco anche al territorio dell’Unione Sovietica ma essa lo respinse e riprese i combattimenti con il Giappone solo nel 1945. Intanto era stato stretto il Patto D’acciaio fra Germania, Italia e Giappone perché questi tre stati, dominati da regimi dittatoriali, avevano l’intento comune di espandere la propria influenza sui paesi vicini.
 

LE BATTAGLIE DEL PACIFICO SECONDA GUERRA MONDIALE

Nel 1941 il Giappone aveva ormai occupato più della metà del territorio cinese ma faticava ad espandere la propria influenza sul resto del paese perché i cinesi resistevano sui terreni più montagnosi e i comunisti cinesi organizzavano attività di guerriglia e sabotaggio nel territorio già conquistato dai nemici. Il Giappone esercitò una azione brutale di controllo e di oppressione verso la popolazione cinese e ciò produsse un sentimento di odio e di rancore verso i giapponesi stessi. Poiché non riusciva a vincere la battaglia finale contro i cinesi, il governo giapponese arrivò persino ad usare armi chimiche e biologiche contro la popolazione civile, nell’assurda speranza che il terrore potesse vincere la resistenza del popolo. Tutto questo ebbe il solo effetto di rivolgere contro il Giappone tutta l’opinione pubblica mondiale. Gli Stati Uniti, il Regno Unito e il governo olandese in esilio, interruppero la vendita di acciaio e petrolio al Giappone.
 

IL GIAPPONE NELLA SECONDA GUERRA MONDIALE RIASSUNTO

Così il Giappone considerò ciò come un atto di aggressione, dato che senza queste risorse la sua macchina da guerra si sarebbe arrestata. Fu così che l’otto dicembre 1941 le forze giapponesi attaccarono i possedimenti Inglesi di Hong Kong, Shangai, le Filippine, allora legate da rapporti commerciali con gli stati uniti ed invase anche la Tailandia. Contemporaneamente aerei giapponesi imbarcati su portaerei lanciarono un massiccio attacco contro la flotta navale statunitense ormeggiata nella base americana di Pearl Harbor (nelle isole Hawaii). Più di 2400 persone rimasero uccise, tre navi da battaglia e due cacciatorpedinieri furono affondati. Anche se il Giappone sapeva che non avrebbe potuto sopportare una guerra prolungata contro gli Stati Uniti, che fino ad allora erano rimasti neutrali nella seconda guerra mondiale, tuttavia sperava che di fronte ad una improvvisa sconfitta essi avrebbero negoziato un accordo che avrebbe permesso al Giappone di occupare più facilmente tutta la Cina: ma gli Stati Uniti si rifiutarono di negoziare e entrarono in guerra. Solo dopo quattro giorni dall’attacco giapponesi la Germania nazista dichiarò guerra agli stati uniti obbligandoli a combattere su due fronti, quello del Pacifico e quello europeo.