L'Italia dopo l'Unità, riassunto

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Riassunto sulla situazione dell'Italia dopo aver raggiunto l'unità e sui problemi dell'Italia post unitaria (3 pagine formato docx)

L'ITALIA DOPO L'UNITA', RIASSUNTO

Post Unità d'Italia. Nel Parlamento del nuovo Regno d’Italia erano presenti due gruppi: la destra, dove sedevano moderati e liberali (seguaci di Cavour), e la sinistra, dove sedevano democratici con idee repubblicane. Nelle prime elezioni del 1861  vinse il gruppo di destra, chiamata anche DESTRA STORICA (liberal-moderata), formata da nobili e ricchi borghesi.
Nell’Ottocento questi due gruppi condividevano l’ideologia liberale (Locke) e una visione poco democratica (escludevano il popolo dalle decisioni più importanti).

L'Italia dopo l'unità, Destra e Sinistra storica: riassunto

L'ITALIA DOPO L'UNITA': DESTRA E SINISTRA STORICA

•    DESTRA STORICA: rappresentava interessi di commercianti agiati, grandi proprietari terrieri, imprenditori che appoggiavano la politica liberalista.
•    SINISTRA STORICA: rappresentava media e piccola borghesia (più avanti si aggiungeranno anche gli operai).
Nonostante l’unità d’Italia, questo paese al suo interno era diviso sotto il punto di vista linguistico, amministrativo e culturale. Perciò per poter governare l’Italia si decise per una modalità centralizzata, accentrare tutti i poteri nelle mani del governo estendendo le leggi del Regno di Sardegna alle nuove regioni. Questo prese il nome di PIEMONTESIZZAZIONE dell’Italia che prevedeva l’estensione in tutto il regno dello Statuto Albertino (1848), della Legge Casati (1862) che prevedeva 4 anni di scuola elementare obbligatoria e gratuita, un provvedimento necessario per diminuire l’analfabetismo presente in Italia.

L'Italia dopo l'Unità fino alla Grande guerra, riassunto

I PROBLEMI DELL'ITALIA UNITA: RIASSUNTO BREVE

La sua concreta applicazione spettava ai comuni ma, soprattutto nelle aree rurali più povere, quest’obbligo scolastico restò inattuato, sia per motivi di spesa sia per l’indifferenza dei sindaci e delle famiglie stesse. Venne esteso anche il servizio militare , e questo generò proteste soprattutto al Sud che si vide sottrarre braccia indispensabili per la coltivazione dei campi. Infine in tutto il regno venne estesa la politica liberalista. Impostata a suo tempo da Cavour (soppresse barriere doganali).
Al momento dell’unità, l’Italia era un paese prevalentemente agricolo: gli italiani erano quasi tutti contadini (braccianti e mezzadri) mentre gli operai erano in minoranza. I contadini del sud che avevano sostenuto l’impresa dei mille, speravano che il nuovo governo promuovesse una riforma agraria che distribuisse ai più poveri tutte quelle terre che erano in mano ai ricchi.

Storia dell'Unità d'Italia: riassunto

I PROBLEMI DELL'ITALIA POST UNITARIA

Queste aspettative vennero a mancare perchè la stesura dello Statuto Albertino e l’obbligo al servizio militare anche nel meridione, provocò la formazioni di bande di briganti (1860), gruppi formati da contadini delusi che combattevano contro i Savoia. Il brigantaggio era una rivolta popolare, segno evidente di un malessere profondo che coinvolgeva l’intero Meridione, infatti si chiedeva un miglioramento delle condizioni di vita delle masse contadine.. in poco tempo il brigantaggio si allargò in tutto il Meridione prendendo l’aspetto di una vera e propria Guerra contadina. Un corpo di spedizione di 100 mila uomini, dopo aver occupato le regioni meridionali, riuscì a reprimere la guerriglia provocando la morte di 18 mila uomini. Nel 1865 il brigantaggio era ormai vinto.