Nazismo e stalinismo: cronologia

Appunto inviato da iruska89
/5

Cronologia dell'ascesa al potere di Hitler e di Stalin nell'Europa tra le due guerre mondiali (11 pagine formato doc)

NAZISMO E STALINISMO: CRONOLOGIA

Austria e Ungheria.

Alla fine della guerra l’Impero austro-ungarico cessò di esistere: l’Austria divenne una repubblica democratica, in cui le maggiori forze politiche, legate da un patto di governo, erano il Partito socialdemocratico, forte soprattutto nella “rossa” Vienna, e quello cristiano-sociale, espressione del conservatorismo contadino. In Ungheria, invece, si instaurò una repubblica socialista che venne rapidamente rovesciata da un colpo di stato guidato dall’ammiraglio Horthy.

Il drammatico dopoguerra in Germania. La Germania uscì dal conflitto prostrata economicamente e sconvolta nelle sue istituzioni.
Nel 1928, fuggito l’imperatore, venne proclamata la repubblica, guidata dal socialdemocratico Ebert.

La sinistra tedesca era però attraversata da profondi contrasti fra il programma riformista del Partito socialdemocratico e l’ipotesi rivoluzionaria dell’estrema sinistra spartachista. In un clima da guerra civile, l’insurrezione comunista del gennaio 1919 venne repressa nel sangue dall’esercito e dalle formazioni paramilitari della destra reazionaria (Corpi franchi).

ANALOGIE TRA GERMANIA NAZISTA E L'URSS DI STALIN

La fragile democrazia weimariana. La vittoria elettorale del Partito socialdemocratico e la politica riformistica attuata in campo sociale non bastarono ad assicurare stabilità a un paese in cui scontri e assassini erano all’ordine del giorno. La nuova repubblica si diede una Costituzione, approvata a Weimar, che trasforma la Germania in uno stato parlamentare federale, ma assegnava poteri molto estesi al presidente, eletto direttamente dal popolo.
La Repubblica di Weimar affrontò una crisi politica ed economica spaventosa. La pace punitiva imposta alla Germania alimentava la violenta protesa della destra nazionalista, mentre l’inflazione e la svalutazione galoppante aggravavano le condizioni della popolazione, favorendo gli speculatori. Solo nel 1924 la situazione parve stabilizzarsi grazie agli aiuti economici statunitensi (piano Dawes) e al trattato di Locarno con la Francia (1925), che ratificava i confini stabiliti a Versailles. Nel 1926 la Germania entrò nella Società delle nazioni.

Stalinismo: riassunto e caratteristiche

REGIMI TOTALITARI TRA LE DUE GUERRE

L’ascesa di Hitler. Hitler, dopo avere aderito al Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori, inizialmente uno dei tanti gruppuscoli della galassia nazionalista e razzista che proliferava in Germania, si segnalò per la prima volta con un fallito colpo di stato a Monaco nel 1923. Da quel momento la sua ascesa politica fu folgorante, fino ai clamorosi successi elettorali dei primi anni trenta, che lo porteranno nel 1933 a diventare capo del governo.
Un fattore preminente del successo di Hitler fu certamente l’ideologia nazionalsocialista, che mescolava il risentimento nazionalista per la guerra perduta, la polemica contro la democrazia di Weimar, responsabile del “tradimento” di Versailles, un socialismo antimarxista fondato della comunità del popolo e, soprattutto, l’antisemitismo, che trasformava l’ebreo in capro espiatorio di tutte le tensioni, rappresentazione umana del male, del nemico da estirpare, della “razza inferiore” da cancellare. Con queste parole d’ordine il nazismo attecchì specialmente nel ceto medio immiserito, ma anche in alcuni settori della classe dirigente, che vi scorsero una formazione politica capace di attenere crescente consenso a un progetto di restaurazione autoritaria.