Lungo cammino verso la libertà: riassunto

Appunto inviato da donnolina
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breve riassunto dei capitoli dal 60 al 67 del libro autobiografico di Nelson Mandela "Lungo cammino verso la libertà". Vengono riportate le informazioni essenziali degli anni della sua vita di quei tempi (4 pagine formato docx)

LUNGO CAMMINO VERSO LA LIBERTA' RIASSUNTO - Lungo cammino verso la libertà di Nelson MandelaMandela è da appena due settimane nel carcere di Robben Island e riceve la visita dei suoi due avvocati Bram Fischer e Joel Joffe.

Durante il colloquio viene a conoscenza della morte di Molly, la moglie di Bram, in un incidente stradale e decide di scrivergli una lettera di condoglianze. La corrispondenza era però legata da norme molto rigide: si poteva scrivere o ricevere solo una lettera di cinquecento parole ogni sei mesi soltanto ai/dai famigliari più stretti.

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LUNGO CAMMINO VERSO LA LIBERTA' TRAMA.
LA VITA NEL CARCERE
- Mandela parla della vita del carcere la quale è fatta di routine. Ogni giorno è uguale a quello precedente. La ripetitività in un carcere è il segno di una gestione che funziona. Gli orologi erano vietati a Robben Island e questo comporta per il detenuto alla perdita del senso del tempo, dunque della realtà e ne andava del suo equilibrio mentale. Il grande ostacolo a cui era sottoposto ogni detenuto era uscire dal carcere senza aver perso qualcosa di se o le proprie convinzioni. Il carcere ha lo scopo di distruggere la volontà di ogni prigioniero. Mandela dice che in tutti gli anni di carcere si sono sempre sostenuti a vicenda, dove il più forte sosteneva il più debole. Inoltre ogni piccola vittoria ottenuta era un passo avanti nella loro lotta perché continuarono sebbene in piccola parte a combattere il razzismo e l’apartaid anche all’interno dell’isola.

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AUTOBIOGRAFIA DI NELSON MANDELA: RIASSUNTO - Mandela si considera un ottimista e dice “l’ottimismo è tenere la testa alta e continuare a camminare”. Nel carcere tutto era differenziato a partire dal vitto. Quello dei meticci e degli indiani era migliore di quello degli africani e proprio il vitto era oggetto di numerose proteste. Il pranzo per gli africani consisteva in granoturco bollito e non condito, mentre meticci e indiani mangiavano polenta di semola a volte arricchita con verdura. A volte i detenuti africani mangiavano la “phunzamandla”, la “bevanda della forza” che a volta Mandela conservava per farne un vero pasto. Mentre i detenuti indiani mangiavano il “katkop”, una sorta di pane che agli africani era vietato perché era considerato un cibo europeo. I detenuti non potevano comunicare ma ogni occasione era buona per provarci, come ad esempio quando dovevano lavarsi o la sera. La sera vi era sempre un guardiano che vigilava i corridoi e poteva sentire chiaramente le voci dei prigionieri, ma questi ultimi impararono a gettare la sabbia sul pavimento per sentire i passi della guardia e smettere quando necessario.

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RIASSUNTO LIBRO NELSON MANDELA- Un mattino il capo delle guardie ordinò loro di farsi fare una fotografia. Mandela dice che farsi fotografare in carcere era mortificante, dunque spesso rifiutavano. Ed a questo dunque si oppose chiedendo l’autorizzazione per la fotografia. Le guardie non conoscevano quasi mai i regolamenti del carcere. I regolamenti del carcere imponevano di parlare esclusivamente a titolo personale, mirando così ad eliminare ogni forma di organizzazione tra i detenuti e a neutralizzare la forza collettiva. In quei mesi di carcere Mandela e gli altri prigionieri ricevevano le visite di gruppi di persone che in seguito al processo Rivonia volevano accertarsi delle loro condizioni di salute.