Conferenza di Bandung e il movimento dei non allineati: riassunto

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La conferenza di Bandung e il Movimento dei Paesi non allineati: riassunto (2 pagine formato docx)

CONFERENZA DI BANDUNG: RIASSUNTO

Nuovi protagonisti della storia. A Bandung, nel 1955, ci fu una riunione di tutti quegli stati colonizzati che avevano come obiettivo la proprio indipendenza, i più importanti dei quali erano la Cina, l’India e l’Indonesia.

A questi Paesi era stata promessa l’indipendenza in caso di aiuto durante la Seconda Guerra Mondiale ma nè Inghilterra, nè Francia e nè Olanda rispettarono le proprie promesse e cercarono di imporre nuovamente la proprio egemonia su questi Paesi così ricchi di materie prime. L’India riuscì, guidata da un capo politico e religioso, a guadagnarsi l’indipendenza nel 1947 ma c’erano molti aspetti negativi ereditati dall’abbandono delle colonie inglesi: il 2% della popolazione controllava la metà della ricchezza nazionale, il 90% degli Indiani era analfabeta, 8 indiani su 10 erano contadini soggetti ad epidemie e carestie.
Ma gli Inglesi lasciarono soprattutto uno Stato diviso religiosamente: da una parte gli induisti, dall’altra, in netta minoranza, i mussulmani. Per evitare la guerra si decise di dividere il Paese: ad ovest ed est dell’India si formò il Pakistan, di religione mussulmana.

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CONFERENZA DI BANDUNG: INDONESIA

Successivamente la parte orientale guadagnò l’indipendenza e si rinominò Bangladesh. Durante gli scontri fu assassinato il capo del movimento anti-violenza, Gandhi. Il suo posto fu preso da Nehru che fu uno dei maggiori promotori della conferenza di Bandung. L’Indonesia, nazione ospitante la conferenza, guidata da Sukarno, ottenne l’indipendenza dall’Olanda nel 1949. Sukarno, comunista, fu ucciso e il governo si schierò dalla parte degli USA. Egli fu il secondo promotore della conferenza e anch’egli come Nehru credeva che per ottenere la totale indipendenza c’era bisogno dell’impero cinese. La Cina aveva instaurato nel 1911 la Repubblica democratica cinese grazie a Sun Yat-sen ma ben presto, influenzata dal Giappone, la dittatura riprese il comando con Chiang Kai-shek. Nel 1921 fu fondato il partito comunista cinese, guidato da Mao Tse-tung. Egli aveva capito che la classe operaia era troppo debole e bisognava porre le basi sui contadini che erano la maggior parte in Cina. Sul modello leninista organizzò insurrezioni operaie e, soprattutto contadine, che causarono molte vittime. Il governo di Chiang rispose aggressivamente e minacciò di morte i villaggi che si erano ribellati. Mao scelse di ritirarsi con la sua Armata rossa, un esercito che si era formato durante le insurrezioni, nel nord della Cina.

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MOVIMENTO DI NON ALLINEATI

Iniziò così una marcia di più di 10.000 km che permise di diffondere le idee rivoluzionarie in tutti i villaggi da dove erano passati. Mao raggiunse la regione dello Yenan in cui fondò la Repubblica sovietica cinese. Nel 1937 però lo sviluppo di questo governo fu interrotto dall’invasione giapponese e i comunisti preferirono allearsi con Chiang per respingere l’invasione. Dopo la guerra, la Repubblica comprendeva un quarto della popolazione cinese ed aveva l’appoggio della Russia. Chiang aveva invece l’appoggio degli USA.