La Pace di Verasailles

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La Pace di Versailles 1919 (2 pagine formato doc)

Capitolo 4: Versailles o la pace difficile
La conferenza di pace, che si aprì a Parigi il 18 gennaio 1919, fu un congresso di vincitori e non un’assembla plenaria degli Stati europei.
Vi parteciparono infatti solo i delegati delle nazioni vincitrici della guerra e alcune delegazioni dei nuovi Stati in costruzione nell’Europa centrale e balcanica. Non c’erano delegazioni russe. 
L’obbiettivo della conferenza era quello di costruire un nuovo ordine giuridico internazionale, ma lo svolgimento della conferenza e lo stesso meccanismo decisionale non favorirono però questo risultato. Le scelte rilevanti erano infatti in mano a pochi.
Le decisioni più importanti furono prese infatti dai soli Clemenceau (Francia) Lloyd George (Regno Unito) Wilson (Stati Uniti) e Orlando (Italia), che giocava però un ruolo minore. 


I nuovi assetti geopolitici decisi da poche potenze e le condizioni giuridiche dei popoli a esse soggetti rappresentavano dunque un forte elemento di conflitto: non crearono motivi di scontento solo tra chi aveva perso la guerra, ma divisero radicalmente anche le opinioni pubbliche dei paesi vincitori come l’Italia. 
Il trattato di Versailles (28 giugno) ridimensionava fortemente la Germania. A oriente rinasceva la Polonia e a ovest l’Alsazia e la Lorenza tornavano a Parigi. Le colonie tedesche finivano sotto la tutela degli Stati vincitori. 


Inoltre le furono imposte pesantissime riparazioni di guerra, oltre che la smilitarizzazione in Renania. (è il divieto a porre basi militari in una determinata zona. Poiché il fiume Reno costituisce il confine naturale tra Francia e Germania e il punto da cui può svilupparsi una minaccia militare reciproca, vietare all’esercito tedesco di mettere le basi nella regione del Reno significava per Parigi allontanare la possibilità di essere colta di sorpresa da un attacco nemico.)