Nascita dei partiti di massa: riassunto

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Il periodo che va dalla nascita dei partiti di massa allo scoppio della Seconda guerra mondiale. Riassunto sui partiti di massa in Italia (13 pagine formato pdf)

NASCITA DEI PARTITI DI MASSA: RIASSUNTO

Nascita dei partiti di massa e Seconda guerra mondiale.

Verso il Novecento: ideologie e istituzioni. La nascita dei partiti di massa - A partire dagli ultimi decenni del secolo XIX si cominciarono a delineare i caratteri di quella società che verrà in seguito chiamata “società di massa”, a significare che la società si delineava sempre più come un luogo di soggetti collettivi: i popoli, le classi sociali, le categorie lavorative, e perfino i gruppi di genere, come le donne che diventeranno soggetto sociale e politico con la nascita del movimento femminista.
A questo nuovo modello di società non potevano più essere adeguati i vecchi partiti di notabili, gruppi ristretti che rappresentavano élite a loro volta molto esigue, in parlamenti generalmente eletti a suffragio ristretto sulla base del censo.

Le classi lavoratrici, soprattutto gli operai delle grandi città industriali; per poter avere un’adeguata rappresentanza parlamentare, anche in relazione al progressivo allargamento del suffragio avvenuto in quasi tutti gli Stati europei della seconda metà dell’Ottocento, dovettero dotarsi di forme politiche diverse, dando vita ai moderni partiti di massa.

La società di massa e la Prima guerra mondiale: riassunto


SOCIETA' DI MASSA STORIA

I nuovi partiti si caratterizzarono per alcuni elementi precisi: la vasta base popolare, la struttura permanente articolata in sedi e gruppi territoriali (le sezioni, le federazioni), l’adozione di regole e la conseguente disciplina di partito a cui erano tenuti i militanti, la presenza di un gruppo dirigente, al quale spettava il compito di coordinare le istanze provenienti dalla base.
I movimenti nazionalistici - La loro matrice ideologica era fondata su di un sentimento di appartenenza nazionale portato all’esasperazione, un profondo odio antisemita unito a una visione di ordine razziale della società e della storia.
Il richiamo a una comune tradizione storica, culturale, si caricava di accesi toni polemici e di un forte senso di superiorità nei confronti delle altra nazionalità.
Le motivazioni alla base dei nazionalismi erano le più varie: desiderio di rivalsa nei confronti di potenze che avevano inflitto umilianti sconfitte o mutilazioni territoriali, insofferenza per il dominio straniero, la volontà di alcuni Paesi di creare una grande nazione, estendendo la propria egemonia su regioni abitate da popoli della stessa etnia, il richiamo alla propria identità etnica legittimava iniziative di governo e azioni militari aggressive nei confronti degli altri Stati.
Il nazionalismo divenne un’ideologia aggressiva e guerra fondaia, alimentando le forme di intolleranza e razzismo.

La società di massa e la nascita dell'URSS


PARTITI DI MASSA 1900

La fisionomia degli stati europei - Dal 1870 sino al 1914 l’attività diplomatica da i frutti sperati. Gli equilibri creati dalle diplomazie e della contrapposte intese e alleanze alimentano l’ottimismo delle aristocrazie e delle borghesie europee, celebrano inconsapevoli il proprio tempo definendolo belle epoque.
La Germania per quasi 20 anni ha avuto alla guida dell’impero tedesco il cancelliere Otto von Bismarck artefice dell’unificazione tedesca e della nascita del Reich. La costituzione del reich attribuisce infatti al cancelliere ampi poteri di governo e in quanto nominato direttamente dal kaiser con il quale condivide il potere esecutivo. Bismarck si adopera per prevenire i contrasti e neutralizzare le opposizioni.  A questa linea politica devono essere ricondotte la lotta per la civiltà.  Con una serie di provvedimenti detti leggi di maggio nel 1873 dispone l’espulsione dei gesuiti e di altre congregazioni religiose, riconosce il matrimonio civile, ordina la chiusura delle scuole rette da religiosi, impone il controllo dello Stato sulla formazione e sulle nomine degli ecclesiastici.