Pompei ed Ercolano: eruzione del Vesuvio

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Storia di Pompei: l'eruzione del Vesuvio tra Pompei ed Ercolano (4 pagine formato doc)

POMPEI ED ERCOLANO: ERUZIONE DEL VESUVIO

Pompei ed Ercolano
Il 24 Agosto del 79 d.C.

il Vesuvio si risveglia esplodendo e sommergendo Pompei, una ricca città romana, piccola ma molto popolata, dopo alcuni terremoti nei giorni precedenti come “avviso”.
Gli archeologi ricostruiscono la tipica giornata di un pompeiano partendo dalla sua abitazione, una casa definita la Casa del Poeta Tragico. Questa abitazione segue la struttura della tipica domus italica, capace di ospitare una o due famiglie più la servitù.
Ricca di affreschi, si tratta di una casa a 2 piani, con un peristilio (giardino porticato a colonne posto al centro della casa, ornato solitamente da alberi da frutto, giochi d'acqua e piccole piscine) e l’impluvium, la vasca per la raccolta dell’acqua piovana. Era ornata da piante ed era presente il larario, piccolo altare che ospitava le statuette dei Lari, protettori della casa.

Tema su Pompei

ERUZIONE VESUVIO POMPEI ERCOLANO

Le case avevano un arredamento essenziale ed i locali erano senza finestre.
I cittadini romani utilizzavano vestiti larghi, ma comodi. L’uomo indossava la tunica, molto larga e si avvolgeva la toga intorno. Per la donna invece c’era la stoma. Inoltre si acconciava i capelli con strumenti particolari ed aveva schiave che le consigliavano i gioielli da abbinare con il vestiario. Entrambi indossavano sandali di cuoio o addirittura delle vere e proprio scarpe di lusso.
La colazione del Pompeiano era molto veloce: latte, miele e focacce.
Il capofamiglia lavora in casa, nel suo studio. Scrive su tavolette cerate con dei pennini ed autenticava i documenti con degli anelli sigillo.
I pompeiani erano molto sportivi, si recavano alla palestra di Pompei, ricca di ampi spazi e dotata di una piscina. Era inoltre presente un’associazione sportiva, la Juventus Augustea.

La scoperta di Pompei: storia

STORIA DI POMPEI ED ERCOLANO

Il foro era molto grande (142 metri per 38), ricco di marmi e travertini, tre templi più il tempio di Apollo protettore della città e il tempio di Vespasiano, edifici di culto, un porticato a doppio ordine di colonne e un mercato a struttura circolare. Nel Foro veniva amministrata la giustizia, i ladri venivano marchiati con scritte “ladro” o “fuggitivo” sulla fronte. Erano anche presenti liste di marmo su cui venivano incisi i nomi dei criminali.
Il foro era anche il luogo dove si tramandavano le notizie, che giungevano da soldati, oratori, o addirittura da lettere. Infatti i romani avevano un sistema postale molto all’avanguardia. La rete stradale era lunga più o meno ottantamila kilometri nell’89 d.C. Ogni 50 kilometri si trovava una mantiones dove il “postino” poteva cambiare cavallo e fare rifornimento di viveri, seguendo il metodo a staffetta. Le lettere erano scritte su tavolette cerate o su legno. La lettera più antica ritrovata risale a diciotto secoli fa e si tratta di una signora che invita la sorella al suo compleanno.

Relazione su una gita scolastica a Pompei