Schema sulla Rivoluzione industriale: cause

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Cause della Rivoluzione industriale: schema (2 pagine formato doc)

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: CAUSE

Presupposti rivoluzione industriale
Cause endogene: la tecnica, gli investimenti, l’accumulazione di capitale, lo spirito di iniziativa.
Cause esogene: la rivoluzione demografica, la rivoluzione agraria, la rivoluzione dei trasporti, il ruolo dello stato, l’istruzione.
RIVOLUZIONE DEMOGRAFICA
Aumento popolazione: aumento della natalità e diminuzione della mortalità (abbassamento età matrimoniale, migliore condizione economia, migliore andamento dei raccolti, diminuzione carestie, calo incidenza malattie infettive)
Crescita demografica che si accompagnò ad un movimento di urbanizzazione che portò ad una disponibilità di manodopera.
 

Rivoluzione industriale: cause

RIVOLUZIONE INDUSTRIALE INGLESE: SCHEMA

RIVOLUZIONE AGRICOLA
Due categorie furono vittime della introduzione delle recinzioni e della conseguente ridistribuzione delle terre: i piccoli proprietari e i cottagers.
I piccoli proprietari impossibilitati a sostenere i costi di recinzione furono costretti a vendere le loro particelle.
I cottagers che godevano alcuni diritti (pascolo, far legna, stendere le pezze dopo il candeggio o la tintura, raccogliere erbe) furono costretti ad allontanarsi dalla campagna allargando la manodopera nelle industrie.
RIVOLUZIONE DEI TRASPORTI
Le nuove vie di comunicazione permisero all’agricoltura di trovare nuovi mercati in cui vendere i prodotti.

CONCLUSIONE
La rivoluzione industriale fu un processo assai lento.
L’innovazione che segna la rottura con il passato è la macchina a vapore.
In seguito l’umanità cambiava integramente: le modalità di sfruttamento della terra passarono dallo sfruttamento del suolo a quello del sottosuolo.
L’uso intensivo del sottosuolo ebbe effetti di innalzamento della produttività.
L’Inghilterra divenne la prima società a sconfiggere la povertà.
 

Rivoluzione agricola e industriale: riassunto

CONSEGUENZE RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

ASPETTI NEGATIVI
Tra il 1779 ed il 1830, gli enclosers ACTS, privatizzando le terre comuni, eliminarono gli ultimi residui dell’economia di villaggio.
Molti contadini inglesi furono costretti a trasformarsi in lavoratori salariati, impiegati come manodopera dagli imprenditori industriali.
Si modificò la struttura produttiva e l’organizzazione del lavoro: le nuove tecniche portarono alla concentrazione del lavoro in grandi opifici attorno a più macchinari.
Tutta la letteratura coeva (=dello stesso periodo) e le inchieste sono d’accordo nel descrivere le condizioni di vita spaventose: la giornata lavorativa dell’operaio andava dalle 12 alle 16 ore, i locali dove si svolgeva il lavoro erano spesso sovraffollati e malsani; il salario era appena sufficiente per la sopravvivenza, crebbero a dismisura i sobborghi dove gli operai e le loro famiglie vivevano in alloggi – territori privi di servizi igienici.
La fabbrica costringeva l’operaio ad un ritmo di lavoro alienante.