Prima guerra mondiale in Italia: riassunto

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l'Italia nella Prima guerra mondiale, dal dibattito tra interventisti e neutralisti alla fine del conflitto. Riassunto della Prima guerra mondiale in Italia (3 pagine formato doc)

PRIMA GUERRA MONDIALE IN ITALIA: RIASSUNTO

Nel 1914 l'Italia era ancora legata a Germania ed Austria dalla Triplice Alleanza, patto siglato nel 1882 e rinnovato solo due anni prima: pertanto allo scoppio della guerra il generale Cadorna sollecitò il re per far sì che si intervenisse a favore dei due imperi centrali.

Tuttavia il governo, presieduto da Salandra, dichiarò che l'Italia sarebbe rimasta neutrale dal momento che era stata l'Austria a dichiarare guerra, mentre l'alleanza era difensiva.
L'Intesa, dunque, tentò in tutti i modi di ottenere il sostegno italiano: in effetti, i motivi per cui l'Italia si era unita all'Alleanza erano venuti meno, essendo venuto meno il contrasto con la Francia, nato a causa dell'espansione coloniale francese nel Nord Africa e risolto in seguito alla spartizione dei territori nel 1911, anno in cui l'Italia conquista la Libia.

Riassunto dettagliato della Prima guerra mondiale: cause e conseguenze


PRIMA GUERRA MONDIALE ITALIA, VITTORIA MUTILATA

Inoltre l'impero asburgico non era intenzionato a rivedere i propri territori a favore dell'Italia, alla quale mancavano ancora i territori di Trento e Trieste, mentre l'Intesa avrebbe fatto sì che al termine del conflitto l'unità italiana sarebbe stata conclusa.
Di conseguenza l'opinione pubblica italiana si divise nettamente tra interventisti e neutralisti, creando un vasto dibattito e una situazione nettamente differente rispetto a quella degli altri paesi prima di entrare in guerra (satura di emotività e patriottismo).

Riassunto della Prima guerra mondiale


PRIMA GUERRA MONDIALE ITALIA: NEUTRALISTI E INTERVENTISTI

Neutralisti:
GIOLITTI → egli non era contrario alla guerra in sé (infatti aveva sostenuto la guerra in Libia, che aveva portato prestigio all'Italia), ma a questa guerra poiché da abile statista aveva compreso – dopo l'arresto dell'avanzata tedesca sulla Marna – che il conflitto sarebbe stato lungo ed estenuante, in grado di mettere in crisi economie ben più salde di quella italiana. Perciò l'Italia doveva evitare di entrare in guerra e trarre i vantaggi della neutralità.
CHIESA → essa si oppose soprattutto per ragioni di natura morale, cioè essa sostenne che la guerra fosse un'inutile strage di innocenti.

Secondari, invece, furono i motivi di natura politica: entrando in guerra a fianco dell'Intesa si sarebbe potuto contribuire alla sconfitta e al crollo dell'Austria, ultima potenza dichiaratamente cattolica.
SOCIALISTI → una parte dei socialisti riteneva che questa guerra avrebbe portato benefici ai capitalisti che si sarebbero arricchiti producendo armi, mentre a morire sarebbero andati solo contadini ed operai. Questa opposizione però fu soltanto verbale, dal momento che essi non fecero nulla di concreto per evitare l'entrata in guerra.
Interventisti:
NOSTALGICI DEL RISORGIMENTO (Salvemini e Battisti) → questi personaggi vedevano la guerra come possibilità di portare a termine l'unificazione italiana con l'annessione delle regioni ''irredente'' (ovvero Trento e Trieste). Inoltre il crollo dell'impero austro-ungarico avrebbe permesso la liberazione di numerosi popoli che avrebbero finalmente creato la nazione che a essi mancava, talvolta, da secoli.

Prima guerra mondiale: riassunto sulle cause e conseguenze


PRIMA GUERRA MONDIALE ITALIA NEUTRALE

SOCIALISTI RIVOLUZIONARI → un'altra parte dei socialisti si trovò concorde con la guerra, in quanto la interpretavano come logoramento delle strutture sociali e politiche del paese. In tal modo si sarebbero generate le condizioni ideali per la rivoluzione con la quale si avrebbe avuto la definitiva sconfitta del capitalismo da parte del proletariato. I morti in guerra sarebbero stati il prezzo da pagare per ottenere questo risultato.
INDUSTRIALI → avrebbero tratto profitto dal conflitto in quanto era necessaria la produzione di armi, mezzi, ecc..NAZIONALISTI (Corradini) → sostenevano che la guerra fosse un modo per affermarsi come potenza europea per arrivare in seguito ad avere l'egemonia italiana sul resto dell'Europa (non si rispettano i diritti degli altri stati). Inoltre essi volevano l'eliminazione del socialismo e della democrazia in favore di un governo autoritario ed elitario.