Il primo dopoguerra in Italia: riassunto

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Il primo dopoguerra in Italia: riassunto della situazione economica e politica dell'Italia dopo la Prima Guerra Mondiale e le difficoltà economiche che ha affrontato l'Italia per la sua ricostruzione (2 pagine formato doc)

IL PRIMO DOPOGUERRA IN ITALIA: RIASSUNTO

La situazione dopo la prima guerra mondiale.

Le difficoltà economiche e sociali della ricostruzione. In Italia dopo la prima guerra mondiale vi furono molte difficoltà economiche che generarono un profondo malessere sociale. La spesa pubblica era crollata e le industrie del Nord furono costrette a una riconversione produttiva cioè al passaggio da un economia di guerra a una di pace.
Tale operazione veniva rallentata dalla caduta del tenore di vita. Lo sforzo di riconversione era anche aggravato dai problemi finanziari che affliggevano le banche italiane, queste infatti durante il conflitto avevano effettuato prestiti a medio/lungo termine e di conseguenza faticavano a recuperarli. A tutto ciò si aggiungeva una pesante inflazione e la produzione agricola era crollata a causa dell’abbandono delle campagne da parte degli uomini che combattevano al fronte.

Riassunto del primo dopoguerra in Italia


PRIMO DOPOGUERRA: RIASSUNTO BREVE

Questa crisi colpì la piccola e media borghesia. Ad aggravare il quadro sociale contribuì la smobilitazione di 6000000 di uomini chiamati alle armi all’inizio del conflitto che ora si trovavano in ruoli inferiori o addirittura senza occupazione. Questo spingeva rivendicazioni di ordine economico e sociale inasprite in primo luogo dal fatto di pretendere una più equa ripartizione della terre incolte, che erano state promesse nei duri giorni del fronte. (il governo italiano non aveva attuato alcuna riforma agraria).

Riassunto della crisi del dopoguerra in Italia


IL PRIMO DOPOGUERRA IN ITALIA E L'AVVENTO DEL FASCISMO

Nuovi partiti e movimenti politici nel dopoguerra. Nel dopoguerra i partiti politici furono incapaci di risolvere i problemi. Il partito liberale perdeva potere insieme a quello socialista. Fu fondato il Partito Popolare italiano da Luigi Sturzo con l’appoggio di Benedetto XV. Fece una riforma agraria e in base a essa il proprietario non era più il “padrone” ma diventava un “socio”. All’interno del Partito Socialista prevaleva una corrente rivoluzionaria-massimalista guidata da Serrati. I riformisti furono favorevoli alla collaborazione con i progressisti guidati da Turati. In seguito si verificò una problematica legata a Bordiga e al giornale “l’Ordine Nuovo” che ebbe tra i suoi esponenti Togliatti. Questo giornale si basava su un modello di Lenin in Russia. Neppure i socialisti si trovavano preparati a questa rivoluzione, tanto meno la Confederazione generale del lavoro e quella italiana. Benito Mussolini approfittò della situazione e riuscì ad avere l’appoggio per creare i Fasci di combattimento.

L'Italia nel secondo dopoguerra: riassunto