Questione Fiumana: riassunto

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Descrizione dettagliata della questione fiumana e perché si parla di "vittoria mutilata" (1 pagine formato doc)

QUESTIONE FIUMANA: RIASSUNTO

Questione Fiumana.
L’Italia era uscita vincente dalla prima guerra mondiale, però con difficoltà economiche, dovute alle spese sostenute dallo stato. L’aumento della quantità di moneta emessa per fronteggiare il costo della guerra provocò una svalutazione della lira e ad essa si accompagnò l’inflazione che causò forti tensioni sociali. La produzione agricola era visibilmente dimunuita dovuta all’abbandono dei campi durante il tempo di guerra.
A queste gravi situazioni economiche si aggiunse anche quella politica, che vedeva la nascita di nuovi partiti, e la gestione di questioni territoriali come l’annessione della città di Fiume.Secondo l’Italia doveva diventare città italiana dato che la maggior parte degli  italiani vivevano lì,  in questo modo però non avrebbe ottenuto la Dalmazia in quanto abitata per la maggior parte da Slavi. Venne preso in considerazione allora il patto di Londra del 1915, in questo modo all’Italia sarebbe spettata la Dalmazia e l’Istria, ma non Fiume.
 

QUESTIONE FIUMANA GIOLITTI

Nonostante l’accordo l’Italia voleva ottenere, la Dalmazia e l’Istria per rispettare il patto stabilito e Fiume dato che era abitata principalmente da popolazione Italiana. La Francia e l’Inghilterra si opponevano al controllo che l’Italia voleva avere  su Fiume e  ad aggravare ancor di più la situazione  ci fu  il presidente americano Woodrow Wilson che non intendeva accettare il Patto di Londra che assicurava all'Italia Trentino Alto Adige, Friuli, Dalmazia e altri territori, promesse che gli interventisti democratici speravano veder mantenute, ma riunire gli slavi sotto un unico Stato. Ritrovatosi riuniti per discutere della situazione i delegati italiani indussero Orlando e Sonnino a non insistere sulla questione di Fiume, tanto che il presidente Orlando decise di lasciare la conferenza, mentre gli altri alleati continuarono le discussione in sua assenza  senza tener minimamente conto dell’Italia e la questione di Fiume diventò ancora più problematica. Nel 1919 il governo dell’Orlando cadde, ma venne subito sostituito da un altro, guidato da Francesco Saverio Nitti.
 

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VITTORIA MUTILATA

L’economista Nitti insieme alle poteze vincitrici decisero che la città di Fiume sarebbe stata evacuata dalle truppe italiane, la decisione però non fu accolta da tutti bene soprattutto dai nazionalisti, che accusarono il governo di arrendevolezza nei confronti degli alleati. Da qui nacque il mito della “Vittoria mutilata”, ossia di un non pieno riconoscimento del contributo dell'Italia alla vittoria, proprio a causa della mancata annessione di Fiume, nonostante avesse sacrificato tante vite, secondo l’espressione coniata da Gabriele D’Annunzio, ormai divenuto il poeta nazionale, anche in virtù di alcune audaci e fortunate imprese compiute durante la guerra.