Rapporti tra Stato e Chiesa, dal 1850 ai patti lateranensi: riassunto

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approfondimento sulla storia dei rapporti tra Stato e Chiesa in Italia, dal 1850 ai Patti lateranensi (4 pagine formato doc)

RAPPORTI TRA STATO E CHIESA DAL 1850 AI PATTI LATERANENSI - I rapporti tra stato e chiesa in Italia si modificano radicalmente con lo sviluppo ed il consolidamento della borghesia che si va sostituendo, nel controllo economico e politico, all'aristocrazia, con la formazione degli stati liberali che si basano su una costituzione scritta, nell'ambito di una monarchia che non è più assoluta ma appunto costituzionale.
Lo stato in Italia si laicizza progressivamente allontanandosi dal controllo dello stato pontificio ed eliminando al suo interno quei privilegi che il clero deteneva nell'ambito di una società ancora feudale.

I rapporti in Italia tra stato e chiesa si complicano ulteriormente perché, in pieno periodo risorgimentale di gran fermento rivoluzionario e d'attività diplomatica per un'Italia unita, la chiesa è uno stato che domina su gran parte dell'Italia centrale e osteggia qualunque proposito d'unità nazionale.

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RAPPORTI STATO-CHIESA STORIA - Lo stato sabaudo è il solo, all'indomani del '48, in cui persiste un regime costituzionale ed è significativo che uno dei primi passi del governo D'Azeglio siano le leggi Siccardi del 1850.
• 1850) Queste leggi votate in un clima di gran tensione politica tra l'opposizione della destra clerico - reazionaria e il rischio di indebolire la maggioranza cattolico - liberale, sanciscono l'indipendenza dello stato piemontese dalla santa sede e permettono, tramite la scelta della laicizzazione dello stato, un più forte consenso della classe borghese che vede diminuire il potere ancora feudale della chiesa in Piemonte.

Le leggi Siccardi sopprimono il cosiddetto "privilegio del foro", vale a dire l'esenzione degli ecclesiastici dalla giustizia ordinaria e il "diritto d'asilo" cioè il privilegio medievale della chiesa di sottrarre alle pubbliche autorità i colpevoli di qualche reato che vi siano rifugiati, la riduzione del numero eccessivo di festività religiose e l'obbligo dell'autorizzazione del governo d'ogni acquisto di beni da parte d'enti ecclesiastici.

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STORIA DEI RAPPORTI TRA STATO E CHIESA - Seguiranno condanne della santa sede, scomuniche per quanti avrebbero votato le leggi Siccardi, reazioni dell'episcopato e conseguente indebolimento della maggioranza cattolico - liberale in Parlamento.
• 1855) Con l'alleanza di Cavour e Rattazzi e cioè con il "connubio" che lega in una forte maggioranza parlamentare liberali moderati e liberali della sinistra si ha la legge Rattazzi che voluta da Cavour stesso, segna un altro passo avanti nella laicizzazione dello stato e nel consolidamento del partito liberale moderato, forte espressione politica degli interessi della borghesia.
Questa legge prevede l'esproprio totale dei beni degli enti ecclesiastici contemplativi (cioè non impiegati in attività come l'istruzione, l'assistenza dei malati o la predicazione) e il passaggio dei loro beni all'amministrazione dello stato tramite un ente appositamente costituito, la cassa ecclesiastica, che devolveva gli interessi a quei preti la cui "congrua" era al di sotto di un certo minimo.

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CONCILIAZIONE TRA STATO E CHIESA: LA LAICIZZAZIONE DELLO STATO - I risultati che Cavour ottenne con questa legge sono molteplici: il completamento della laicizzazione dello stato, il risanamento, tramite la vendita dei beni ecclesiastici, del bilancio dello stato messo in crisi dalle forti spese sostenute per le ferrovie, canali ed altre opere pubbliche; un ulteriore sviluppo dell'agricoltura capitalistica.
All'atto di presentazione della legge si oppose la destra da una dura presa di posizione di Pio IX: venne anche offerto un congruo contributo finanziario allo stato in cambio del ritiro del progetto.
Ma alla reazione del governo, che si dimise creando una situazione d'ingovernabilità dovuta al venire meno della maggioranza parlamentare, crollò la forza dell'opposizione della destra clericale e con il nuovo governo di Cavour nel 1855 la legge venne approvata con alcuni emendamenti come l'abrogazione del disegno di legge sull'introduzione del matrimonio civile.

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RAPPORTO TRA STATO E CHIESA DOPO L'UNITA' D'ITALIA - Nel processo di formazione dell'Unità d'Italia uno degli ostacoli più complessi, alla cui risoluzione intervenivano sottili complicazioni d'ordine diplomatico intenzionale e di tipo morale - religioso, era rappresentato dallo stato pontificio e dall'autorità del Papa che vedeva nel prevalere dell'unità e nei principi liberali che la sostenevano, un pericolo gravissimo per la sopravvivenza del potere temporale.