Il razzismo in America: riassunto

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Razzismo in America: riassunto sulle origini, storia, teoria biologica, immigrazione, schiavitù, guerre indiane negli USA, Ku Klux Klan, prime organizzazioni nere, esplosione razziale nel secondo dopoguerra, razzismo oggi, leader storici (Malcolm X, Martin Luther King) (11 pagine formato doc)

IL RAZZISMO IN AMERICA: RIASSUNTO

Il razzismo in America.

Le origini. Razzismo. Visione dell’umanità divisa in razze "superiori" e razze "inferiori" in rapporto a un’eredità biologica: secondo tale teoria lo sviluppo della storia dell’umanità sarebbe conseguenza del predominio delle razze superiori su quelle inferiori. L’ampio dibattito avviatosi a cavallo fra il XIX e il XX secolo sulla "questione della razza", in particolare sulle conseguenze sociali e politiche delle differenze biologiche fra i gruppi umani, vede tuttavia in questo fine secolo gli studiosi concordi sul fatto che il vero problema non siano le differenze razziali quanto piuttosto il significato negativo che il razzismo, inteso sia come dottrina sia come pratica di discriminazione, attribuisce loro.

Razzismo in America: tesina


SEGREGAZIONE RAZZIALE IN AMERICA

Cenni storici.

Il termine "razza", da cui deriva razzismo, è di incerta origine e fu introdotto nelle lingue europee intorno al XVI secolo; venne usato nel Libro dei martiri (1563) di John Fox per indicare la stirpe: nel caso specifico la "razza e il ceppo di Abramo". Dal XVI secolo in poi, per spiegare le differenze fra africani, cinesi ed europei, invece che al termine razze si ricorse alle genealogie dei diversi gruppi etnici descritte nell'Antico Testamento e, quando alla fine del XVII secolo si sviluppò il dibattito sulla moralità del commercio degli schiavi tra una sponda e l’altra dell’Atlantico, coloro che erano contrari alla schiavitù sottolinearono il fatto che i neri e i bianchi condividevano una comune umanità.Il termine razza tornò a essere impiegato in relazione alla relativa arretratezza tecnologica degli africani, che venne considerata frutto delle loro condizioni di vita malsane (dovute sia al clima sia alla mancanza di istituzioni politiche e sociali che ne promuovessero il progresso) e che furono alla base dei tentavi di legittimazione della discriminazione prima e dello schiavismo poi.

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RAZZISMO NEGLI STATI UNITI OGGI

Neppure il libro di Charles Darwin L’origine della specie (1859), che documentò come lo sviluppo fosse prodotto dalla selezione naturale e che rivoluzionò in campo scientifico le teorie sulle differenze fra gli esseri umani, poté impedire un uso distorto del termine razza. Ispirò anzi una nuova forma di razzismo, il cosiddetto "razzismo scientifico", basato sull’idea che il pregiudizio razziale svolga addirittura una funzione evolutiva. La teoria sociologica del razzismo risale ai primi anni Venti di questo secolo quando alcuni psicologi cominciarono a sostenere, esibendo un’ampia documentazione, che il pregiudizio razziale non era una caratteristica ereditaria bensì una forma di comportamento appreso durante la socializzazione. Ogni società ha una propria cultura e, contestualmente, è soggetta a una serie di pregiudizi culturali: l’etnocentrismo è infatti la tendenza a compiere ragionamenti e formulare giudizi "come se la propria cultura e il proprio gruppo etnico fossero al centro del mondo".

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DISCRIMINAZIONE RAZZIALE NEGLI STATI UNITI E IL MOVIMENTO PER I DIRITTI CIVILI

Rispetto al colore della pelle, gli individui possono ad esempio condividere le preferenze del gruppo sociale in cui sono inseriti e quindi trattare con diffidenza coloro che non vi appartengono; oppure, come in Giappone, la maggioranza può evitare il contatto con i Burakumin, una minoranza etnica proveniente da una casta professionale formatasi nel periodo feudale. Anche il sistema delle caste in India o l’apartheid in Sudafrica rappresentano forme di discriminazioni molto simili a quelle razziali.