Stalinismo: riassunto e caratteristiche del regime di Stalin

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Riassunto sullo stalinismo e caratteristiche del regime (2 pagine formato doc)

STALINISMO: RIASSUNTO E CARATTERISTICHE DEL REGIME DI STALIN

Gli anni venti, l'ascesa di Stalin e il regime staliniano
Nel 1922 nacque l’Unione Sovietica, con il carattere di uno stato federale.

Il comunismo di guerra (fase di abolizione della proprietà privata) provocò una regressione dell’economia: molte persone si spostavano dalle città alle campagne, per condizioni migliori di vita. Il paese, uscito dalla rivoluzione russa, era in condizioni di grave arretratezza economica.
La Costituzione assegnava tutto il potere ai soviet degli operai, dei contadini e dei soldati. In realtà, il potere era esercitato dal Partito comunista.  Si verificava una frattura tra il governo e la popolazione, specie nelle campagne, dove venivano represse le rivolte contadine. Un altra preoccupazione era l’isolamento dell’unione sovietica, perché non era riconosciuta dai paesi occidentali. Nel 1919 era stata costituita la Terza internazionale o Comintern, con l’obiettivo di coordinare i partiti comunisti di tutto il mondo, ma alcuni paesi come l’Italia, la Germania e l’Ungheria, i tentativi rivoluzionari erano stati sconfitti e l’unione dovette cavarsela da sola; quindi questo contribuì al rafforzamento della dittatura del partito nell’URSS.

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STALINISMO CARATTERISTICHE

Nel 1921 Lenin decise di avviare una nuova politica economica (NEP), che risollevasse l’economia dando spazio a elementi di proprietà privata, di mercato e di profitto. Infatti gli ammassi (conferimento del grano allo stato) vennero messi ad un prezzo stabilito, i contadini furono lasciati liberi di vendere le eccedenze, si favorì lo sviluppo della piccola impresa, ma lo stato manteneva il controllo delle principali attività economiche. I risultati della Nep furono positivi, perché inizialmente la produzione e il reddito si ripresero. Ma sorse un problema economico, quello di come modernizzare il paese: i sostenitori della Nep, come Bucharin, proponevano una trasformazione graduale del sistema economico, basata sull’aumento di produttività dell’agricoltura; gli oppositori della Nep, fra cui Trockij, ritenevano invece che un’industrializzazione accelerata fosse necessaria per la sopravvivenza stessa del sistema economico. Un altro problema fu quello di chi dovesse sostituire Lenin (morto nel 1924) alla guida del partito. Nel 1922 Stalin fu nominato segretario generale e assunse una posizione di centro tra la destra di “Bucharin” e la sinistra di “Trockij”. Infine Stalin prese il potere, mentre Trockij venne espulso ed esiliato (poi ucciso da un sicario di Stalin nel 1940).

Stalinismo: riassunto breve

 

LO STALINISMO

Stalin abbandonò la prospettiva della Nep e decise di attuare la collettivizzazione forzata dell’agricoltura nel 1930, trasformando la proprietà privata in collettiva. Molte aziende furono unificate in fattorie cooperative (kolchoz) o di proprietà dello stato (sovchoz) con l’obbligo di consegna dei prodotti al prezzo fissato. Di conseguenza questa decisione modificò il rapporto tra il potere sovietico e le campagne. Stalin era consapevole che tutto ciò avrebbe scatenato uno scontro sociale con i contadini, e infatti lo scontrò vi fu: la resistenza contadina fu fortissima perché si opposero in ogni modo. Nei confronti dei contadini, Stalin impiegò il terrore: i kulaki, che secondo lui dovevano sparire come classe sociale, sparirono anche fisicamente. I kulaki (contadini agiati) si divisero in tre categorie: quelli impegnati in attività controrivoluzionarie, quelli che non potevano che contribuire alla controrivoluzione, e i kulaki che erano leali nei confronti del regime. Per le prime due categorie erano previste la confisca dei beni e la deportazione (in alcuni casi anche la fucilazione); per la terza categoria, il trasferimento in un altro luogo. Migliaia di persone furono uccise fisicamente e altre vennero deportate. I kolchoziani venivano forzati a consegnare le riserve accumulate: questo portò ad un grande carestia, con milioni di morti per fame. Il governo cercò anche di bloccare la fuga dei contadini introducendo dei passaporti interni necessari per circolare nel paese, che però non venivano dati ai kolchoziani.