Repubblica Italiana e Costituzione: riassunto

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Nascita della Repubblica Italiana e Costituzione: riassunto (2 pagine formato doc)

REPUBBLICA ITALIANA E COSTITUZIONE

La Repubblica Italiana e Ricostruzione. Dopo l'8 settembre 1943 si riunirono a Roma i rappresentanti dei 6 partiti antifascisti del Comitato di liberazione nazionale: essi dopo l'armistizio e la fuga del re si proclamarono soli rappresentanti del popolo italiano, contrapposti ai nazifascisti, alla monarchia e al governo Badoglio.

Lo scontro tra il Cln e Badoglio fu sbloccato da Palmiro Togliatti con la “svolta di Salerno”: egli propose di accantonare l'opposizione alla monarchia e di puntare alla sconfitta del nazifascismo e alla formazione di un governo di unità nazionale. Il 4 giugno 1944 alla liberazione di Roma il re cedette la luogotenenza reale al principe.
Pochi giorni dopo Badoglio viene sostituito dal governo di Ivanoe Bonomi, che pose le basi per il passaggio dal fascismo alla democrazia: tramite un'Assemblea costituente si sarebbe deciso se vivere sotto la monarchia o la repubblica.

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NASCITA DELLA REPUBBLICA ITALIANA E COSTITUZIONE

Dopo 20 anni di dittatura i partiti erano così diventati i protagonisti del governo del Paese: essi però nonostante fossero accomunati dall'antifascismo e dalla rinascita dell'Italia, presentavano idee politiche differenti. I comunisti di Togliatti miravano a una trasformazione radicale della società italiana (democrazia progressiva, cioè subordinata al conseguimento di importanti finalità sociali), i socialisti di Pietro Nenni si dividevano ancora in massimalisti e riformisti, la Democrazia cristiana di Alcide De Gasperi voleva una democrazia fondata sull'uguaglianza, sulla solidarietà e valori della chiesa cattolica (appoggio USA e Chiesa). Questi 3 partiti favorirono una crescita imponente della partecipazione politica degli italiani. Con il Patto di Roma del 1944 poi i tre partiti diedero vita alla Confederazione generale italiana del lavoro, con l'obiettivo di tutelare gli interessi dei lavoratori.
L'Italia usciva dal secondo conflitto mondiale come Paese sconfitto (sfollati, crollo della produzione, insufficienze alimentari, inflazione, criminalità,mafia). Insieme alle divisioni politiche queste determinanti misero in crisi il governo Parri a favore di De Gasperi, che divenne presidente del Consiglio, con Togliatti ministro della giustizia (con il dovere di “epurare” l'Italia).

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LA COSTITUZIONE ITALIANA: RIASSUNTO

Il 2 giugno 1946 vennero fissati il referendum popolare sulla forma di Stato e l'elezione dell'Assemblea costituente, che doveva dar vita alla nuova Costituzione. La sinistra era per la Repubblica, la Dc era divisa e solo i monarchici e liberali erano per la monarchia. La democrazia vinse per 13 milioni a 11 (90% d'affluenza alle urne) con i voti del Centro-Nord (nel Mezzogiorno favorevoli alla monarchia). Le elezioni per l'Assemblea costituente consacrarono la Dc, il Psiup e il Pci, che ebbero la maggioranza dei seggi. Nel 1946 la destra trovò lo sbocco politico nel Movimento sociale Italiano.
Il sorgere della Guerra fredda causò profonde ripercussioni in Italia. Gli USA condizionarono infatti la concessione al nostro Paese degli aiuti del Piano Marshall alla fine degli esecutivi di coalizione tra partiti antifascisti. De Gasperi quindi si pose alla guida di governi imperniati sulla Dc escludendo socialisti e comunisti. Nel 1947 l'Italia firmò il Trattato di pace, come potenza sconfitta nella seconda guerra mondiale. Le maggiori concessioni territoriali andarono a vantaggio della Jugoslavia (parte della Venezia Giulia).
Dopo un dibattito durato 170 sedute la Costituzione viene approvata il 22 dicembre 1947 e messa in vigore il 1° gennaio 1948: essa faceva dell'Italia una repubblica ancorata ai valori della libertà e della democrazia e nasceva dall'incontro delle tre grandi tradizioni culturali presenti in assemblea: cattolica, marxista, democratica-liberale. Venne inaugurato il concetto dello Stato sociale, col compito di rimuovere gli ostacoli allo sviluppo della persona (punto d'unione con le forze di sinistra). La Costituzione, affermando i principi di libertà ed uguaglianza, era divisa in due parti: la prima, dedicata ai diritti e doveri politici, civili e sociali del cittadina; la seconda incentrata sui poteri dello Stato. L'interesse dei costituenti era quello dell'allontanamento dall'autoritarismo. Per questo tra gli organi dello Stato primeggiava il Parlamento (potere legislativo), il governo (potere esecutivo).