La Comune di Parigi e la Francia della Terza repubblica

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Riassunto della Comune di Parigi e della Terza Repubblica in Francia (1 pagine formato doc)

LA COMUNE DI PARIGI E LA TERZA REPUBBLICA

La Comune di Parigi.

La nuova Assemblea nazionale riunita a Bordeaux era di maggioranza pacifista, ovvero c’erano due orientamenti: i conservatori, che erano soprattutto contadini (la maggioranza) e i rivoluzionari (che si appoggia al popolo). Nelle elezioni vinsero i conservatori e si diede vita a un governo guidato da Tiers, che firmò le condizioni di pace. Quando il popolo seppe che le truppe tedesche restavano in Francia il popolo ricostruì la guardia nazionale ed elessero un’assemblea cittadina incaricata di guidare la resistenza, ma Parigi era sola e il governo chiese di consegnare le armi di difesa della città.
Ma la guardia rifiutò e indisse le elezioni per il Consiglio della Comune (governo rivoluzionario), che richiamasse la prima Comune giacobina del 1793.

PROGRAMMA DELLA COMUNE DI PARIGI

Nella Comune del ‘71 prevalse la sinistra estrema (giacobini, socialisti, anarchici e blanquisti): i conservatori fuggirono dalla capitale. Il governo decise di adottare una democrazia diretta (primo esempio di democrazia diretta): tutte le cariche pubbliche vennero rese elettive e revocabili, la difesa venne affidata a milizie popolari armate, fu cancellata la distinzione tra potere esecutivo e legislativo e attribuiti alle assemblee popolari. Il governo della Comune non fu strettamente socialista, perché erano coinvolte differenti forze politiche in consiglio e i suoi poteri erano limitati alla capitale, occupata dai prussiani. Il governo di Tiers intervenne, accontentando i prussiani, e dopo un bagno di sangue l’ordine venne ristabilito.

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TERZA REPUBBLICA FRANCESE

La Francia della Terza repubblica. Nacque la repubblica, contro l’opposizione monarchica. Nelle elezioni del ‘71 i monarchici avevano conquistato la maggioranza dell’Assemblea nazionale, ma la Terza repubblica riuscì a sopravvivere grazie alla debolezza dei suoi avversari: i monarchici si divisero in legittimisti (monarchia dei Borboni -> Carlo X) e orleanisti, che piuttosto che Carlo X preferivano la repubblica. Nel ‘75 nuova Costituzione repubblicana: il potere legislativo fu dato a una Camera eletta a suffragio universale maschile e a un Senato composto da membri in parte vitalizi, in parte elettivi. Il potere esecutivo venne affidato al presidente della repubblica, eletto ogni 7 anni dalle Camere. Centralismo: un prefetto locale nominato dal governo. Nelle elezioni del 76 vinsero i repubblicani, ma erano divisi tra moderati, detti “opportunisti” per sottolineare la visione pragmatica della politica rivendicata dal loro leader Ferry, e i democratici, detti “radicali” guidati da Clemenceau. Differenza soprattutto nelle questioni sociali: i radicali sostenevano la necessità di un più ampio intervento dello Stato per ridefinire a vantaggio delle classi popolari le rigide gerarchie sociali; i moderati puntavano a riforme più graduali.