Il declino degli imperi coloniali dopo la Grande Guerra

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Il declino dei grandi imperi coloniali a seguito della Prima Guerra mondiale, la decolonizzazione dell'India e la questione palestinese (3 pagine formato doc)

DECLINO DEGLI IMPERI COLONIALI

Il tramonto del Colonialismo.
Il declino degli imperi coloniali. Negli anni ’20 e ’30 aumentava la crisi dell’egemonia europea sugli altri continenti, anche se questo processo non fu avvertito dai contemporanei. Nel primo dopoguerra, le due grandi potenze europee, Gran Bretagna e Francia, credevano di poter continuare a svolgere il loro ruolo di potenze mondiali, anche perché ampliarono anche i propri possedimenti coloniali (colonie tedesche e territori dell’ex Impero Ottomano), ma in realtà non avevano più le risorse economiche né le capacità militari per controllare i vasti possedimenti, dove cominciavano a manifestarsi i primi segni di insofferenza verso i dominatori.

Durante tutto il corso della Prima Guerra Mondiale, le grandi potenze europee si erano servite delle colonie sia per le materie prime che per uomini da mandare al fronte; la partecipazione di questi Stati alla guerra, il contatto con i Paesi europei aveva avviato allo sviluppo dei movimenti indipendentisti in Asia e Africa. Soprattutto l’Asia risentiva degli echi della rivoluzione russa, che era stata una sorta di messaggio universale per spingere alla liberazione dei popoli dall’imperialismo.
 

Colonialismo: storia, cause e conseguenze

COLONIALISMO

La crisi era stata favorita anche dalla diffusione dell’ideologia wilsoniana, che affermava il diritto dei popoli all’autodeterminazione.
Così, gli Stati Uniti, durante i trattati di pace di Versailles, si batterono affinchè le ex colonie tedesche e turche fossero affidate alle grandi potenze europee sottoforma di mandato, cioè forma di amministrazione temporanea controllata dalla Società delle nazioni riservato alle nazioni che non avevano le capacità per autosostenersi e venivano quindi venivano tutelate dalle grande potenze, in previsione di una definitiva indipendenza.
IL MEDIO ORIENTE: NAZIONALISMO ARABO E SIONISMO - Spesso, durante il corso della Grande Guerra, le grandi potenze europee avevano fatto delle promesse alle proprie colonie, nella speranza di ottenere vantaggi per l’esito dello scontro; il problema sorgeva quando questi impegni risultavano spesso contraddittori, determinando situazioni complicate. Tra i territori che bisogna ricordare in questo senso ci sono il Nord Africa, sotto la Germania, e il Sud Africa, controllato dall’Impero Ottomano.

Gli inglesi, in particolare, avevano promesso la realizzazione di un regno arabo indipendente, comprendente anche l’Arabia, la Siria e la Mesopotamia, ai capi tribali promotori del nazionalismo arabo, in cambio della partecipazione al fianco degli inglesi contro i turchi. Così, nel 1916, Hussein, uno di questi capi arabi, schierò le sue truppe guidate dai suoi figli contro i turchi, al fianco delle truppe inglesi, consigliate dal leggendario Lawrence d’Arabia, colonnello inglese.
 
 

GLI IMPERI COLONIALI: RIASSUNTO

Ma in realtà, l’Inghilterra non poteva ignorare gli interessi che la Francia aveva sempre rivendicato su quei territori; così stipulò con questa un contratto per la spartizione di questi territori, attuato alla fine del conflitto, con la forma del mandato, che sollevò in ogni caso delle proteste tra gli arabi, che speravano in una totale indipendenza:
- Alla Francia andavano la Siria e il Libano;
- Alla GB andavano la Mesopotamia e la Palestina;
Per rimediare alle proteste, la GB creò nella zona dei suoi possedimenti due nuovi stati: l’Iraq e la Transgiordania.

Allo stesso tempo, l’Inghilterra aveva promesso agli ebrei (movimento sionista) che si sarebbe impadronita dei territori della Palestina per poter dare loro una nazione, a discapito degli arabi residenti in quelle zone, attraverso una dichiarazione ufficiale del 1917 del ministro degli Esteri Balfour, che manteneva comunque salvi i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche. Già tra il 1920 e il 1921 cominciarono a scoppiare i primi scontri tra ebrei e arabi, che si aggravarono a partire dal 1930, quando, a causa delle persecuzioni contro gli ebrei attuate in Europa, questi tendevano sempre più a rifugiarsi in Palestina. Era questo l’inizio degli scontri tra arabi e ebrei che proseguono tutt’ora.

IL MEDIO ORIENTE E LA NASCITA DI ISRAELE - Il movimento nazionale arabo era composto da due componenti differenti:
• Una tradizionalista, che desiderava una “reislamizzazione” della società, attraverso l’applicazione dei precetti del corano;
• Una laica e nazionalista, interessata alla modernizzazione economica, che prevaleva sulla prima.
 

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